Caterina
Serra (Padova) Vive a Milano. Lavora come editor. È
sceneggiatrice di film documentari e giornalista free-lance.
Collabora con il settimanale l’Espresso e la rivista
Nuovi Argomenti.
Nel 2006 ha vinto il Premio Paola Biocca per il reportage.
"Tilt" pubblicato da Einaudi è il suo romanzo
d'esordio.
Una malattia sconosciuta ma diffusissima in cui tutti
possiamo riconoscere il nostro presente, la nostra condizione
di vita, la nostra personale intolleranza al mondo.
"Cercavo di raccontare la storia di un personaggio, un
personaggio di invenzione che conosce, e vede, quasi, attraverso
il naso. Ho scoperto che esisteva veramente qualcuno che sentiva
tutto." (Caterina Serra)
TILT
I protagonisti di questo libro sono tutti affetti da quella
che è stata definita "l'allergia del secolo",
La Mcs, Sensibilità chimica multipla, viene anche
definita Tilt - Toxicant induced loss of tolerance. Una
malattia immuno-tossica causata dall'inquinamento e dai
prodotti chimici, che colpisce milioni di persone ma di
cui non si parla mai. Ogni storia inizia con una lista di
divieti e racconta come si può vivere evitando il
contatto con il mondo: niente profumi e deodoranti, niente
roba appena lavata, nuova o profumata, niente saponi, creme,
trucchi, niente plastica: niente che sia sintetico, chimico,
insomma. Sono storie di solitudine e di invisibilità,
di lontananza da tutto ciò che si ama. Eppure corre
lungo ciascuna di queste pagine, in questo coro continuo
di voci, la stessa creativa, ostinata, sorprendente capacità
di inventare ogni giorno un modo nuovo di adattarsi all'esistenza.
La stessa fierezza. Perché alla fine vivere è
tutto ciò che conta: «Sono deodorata, decolorata,
sprofumata, ripulita, struccata, degassata, svuotata, decontaminata,
disintossicata... Malata, viva».
Dodici personaggi alle prese con la propria invisibilità,
con la solitudine e la distanza da tutto ciò che
amano. Eppure, dodici storie ariose e coinvolgenti che ci
parlano del modo in cui viviamo, e acuiscono la nostra percezione
dell'innaturalità del nostro mondo. E attraverso
queste voci un piccolo grande viaggio su e giú per
l'Italia, un percorso tattile e olfattivo per raccontare
il territorio, le sue pieghe, il suo vento, le sue devastazioni.
“Non vedere nessuno, è questa la cosa peggiore,
non puoi sapere cosa vuol dire non vedere nessuno. Ti vengono
in mente tutti quelli che avresti potuto incontrare quando
ne avevi voglia, ma hai detto: Sono stanco, troppo affannato,
non ho tempo. Ogni giorno mi viene in mente qualcuno che
avrei voluto toccare, che avrei potuto annusare. Anche solo
vedere, sai, solo vedere. Perché adesso non posso
più.”