Francesca Melandri

 

"Più alto del mare" - Rizzoli
Francesca Melandri
Francesca Melandri è una sceneggiatrice, scrittrice e documentarista italiana.

Ha iniziato giovanissima una lunga carriera di sceneggiatrice, firmando le sceneggiature di Zoo di Cristina Comencini (1988), Chiara e gli altri 1 e 2, Fantaghirò di Lamberto Bava, Cristallo di Rocca di Maurizio Zaccaro, Nati ieri di Genovese e Miniero e molti episodi della serie Don Matteo.

Ha esordito nella narrativa nel 2010 con Eva dorme (Mondadori), un romanzo che ripercorre gli anni del terrorismo sudtirolese con il quale ha vinto i seguenti premi: Premio F. Seminara/Rhegium Julii opera prima 2010, Premio Internazionale Cesare de Lollis 2010, Premio speciale della giuria Il Molinello 2011, Premio Maria Teresa di Lascia 2011 e romanzo dell'anno per il Gran Premio delle Lettrici di ELLE 2011. Il romanzo è stato inoltre venduto all’estero e pubblicato in Francia (Edizioni Gallimard), in Olanda (Edizioni Cosseein) e in Germania (Edizioni Blessing).

Nel 2012 ha pubblicato il suo secondo romanzo, Più alto del mare (Rizzoli) con il quale ha ottenuto il Premio letterario nazionale «Rapallo Carige» 2012, Premio letterario Isola d'Elba-Raffaello Brignetti, Premio Stresa di Narrativa2012.
Finalista al Premio Campiello 2012 le è stato conferito il Premio Campiello - Selezione Giuria dei Letterati 2012.
Più alto del mare è stato venduto all’estero ed è prevista la pubblicazione per il 2014 in Francia (Edizioni Gallimard), in Germania (Edizioni Blessing) e in Olanda (Edizioni Cossee).

Ha diretto i documentari Nel paese delle case di Lana e Vera. Quest’ultimo è stato inserito nella Selezione Ufficiale IDFA (International Documentary Film Festival Amsterdam) 2010, FULL FRAME (Full Frame International Documentary Film festival) 2011, PKF (Pitigliani Kolnoa Festival, Roma) 2011 e vincitore nella Sezione Documentari Umbria Film Festival Popoli e Religioni 2012 e del Lampedusainfestival 2012.


Più alto del mare - Francesca Melandri - Rizzoli PIU' ALTO DEL MARE      
Finalista Premio Campiello 2012

Molti restarono fermi accanto all’elicottero, immobili, a prendersi pugni e bastonate pur di respirare l’Isola ancora e ancora.

L'isola si scorge da lontano. Il mare ha il colore del verderame, la macchia tutt'intorno emana un profumo speziato, i raggi del sole, anche ora che l'estate è finita, scaldano i pochi passeggeri arrivati con la motonave .Tra loro ci sono Luisa, gambe da contadina e sguardo tenace, e Paolo, ex professore di filosofia con un peso nel cuore. Salgono su un furgone, senza smettere di fissare le onde. Quella bellezza però non li culla, li stordisce. Non sono in vacanza. Sono diretti al carcere di massima sicurezza dell'Isola: lei, oltre il vetro del parlatorio, vedrà un marito assassino, lui un figlio terrorista. Ogni volta le visite acuiscono il senso di lutto che li avvolge. E sono soli nel dolore: siamo alla fine degli anni Settanta e per loro non ci può essere pietà pubblica. Il maestrale li blocca sull'Isola dove li scorta Nitti, un agente carcerario che cela un'inaspettata verità. Dopo il loro incontro, le esistenze di Paolo e Luisa non saranno più le stesse. Con questo romanzo Francesca Melandri continua la sua ricerca tra gli interstizi della storia, raccontandoci anni che pesano anche se li vogliamo lontani, inattuali. Il suo sguardo recupera le vite dei parenti dei colpevoli, vittime a loro volta ma condannate a non essere degne di compassione. E le accompagna fino a una notte in cui i destini che sembravano scritti si prendono la loro rivincita.
Il romanzo tratta un argomento non facile, quello delle carceri e lo fa utilizzando la voce di due persone, Luisa, una contadina forte e fragile allo stesso tempo, che non conosce l’amore del marito assassino ma gli è fedele e lo va sempre a trovare in prigione, e Paolo, un uomo colto la cui vita è stata distrutta dal figlio terrorista.

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Francesca Melandri fa un romanzo che racconta le vite di secondini e parenti.
La vicenda si svolge nel giro di ventiquattr'ore, in un unico spazio. Ciò che conta è la precisione e la plausibilità con cui sono descritte figure diverse.

Valerio MagrelliLa Repubblica

 

 
 
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