Sempre
nel 1992 pubblica "Picta", con cui vince il Premio
Italo Calvino; nel 1997 "Nulla" riceve il Premio
Dessì. Nel 1998 esce "Sempre caro" e vince
il Premio Scerbanenco. Con "Dura madre" vince
nel 2002 il Premio Fedeli. Nel 2007, con "Memoria del
vuoto" ha vinto il Premio Super Grinzane Cavour per
la narrativa italiana, il premio Volponi e il premio Alassio
100 libri.
Oltre
che alla narrativa, Fois si dedica anche alla sceneggiatura,
sia televisiva (Distretto di polizia, L'ultima frontiera)
che cinematografica (Ilaria Alpi. Il più crudele
dei giorni), e al teatro per cui ha scritto "L'ascesa
degli angeli ribelli", "Di profilo", "Stazione"
(un atto unico per la commemorazione delle vittime della
strage alla stazione di Bologna), "Terra di nessuno"
e "Cinque favole sui bambini" (trasmesso a puntate
da Radio 3 Rai). Dal suo racconto "Disegno di sangue",
pubblicato nel 2005 nell'antologia Crimini, è stato
tratto un episodio dell'omonima fiction televisiva, trasmesso
nel 2007.
STIRPE
È il 1889, eppure si direbbe l'inizio del mondo.
Michele Angelo e Mercede sono poco più che ragazzini
quando s'incontrano per la prima volta, ma si riconoscono
subito: «lui fabbro e lei donna». Quel rapido
sguardo che si scambiano è una promessa silenziosa
che li condurrà dritti al matrimonio, e che negli
anni verrà rinnovata a ogni nascita. Dopo Pietro
e Paolo, i gemelli, arriveranno Gavino, Luigi Ippolito,
Marianna...
La stirpe dei Chironi s'irrobustisce e Nuoro la segue di
pari passo: se prima «la campagna e la roccia abitavano
insieme agli uomini, che avevano i ritmi dimessi del sole
e delle bestie», ora i pastori e i mercanti devono
fronteggiare quel fermento di modernità che pare
voler travolgere ogni cosa. Le strade cambiano nome e si
allargano, accanto alla pesa per il bestiame spuntano negozi
e locali alla moda, e se circolano più soldi nascono
anche bisogni che prima non c'erano. Come i balconi da ingentilire
lungo via Majore, ad esempio, e Michele Angelo - che sa
del ferro come nessun altro, ed è capace di toccare
la materia con lo sguardo prima di plasmarla - si spezza
la schiena in officina per garantire prosperità alla
sua famiglia. Ma «la felicità non piace a nessuno
che non ce l'abbia», e infatti quei Chironi venuti
su dal nulla, così fortunati, sono sulla bocca di
tutti.
È l'inizio della stagione terribile: i gemelli vengono
trovati morti, i corpicini fatti a pezzi e nascosti in un
cespuglio, mentre la Prima guerra mondiale raggiunge anche
Nuoro, e bussa alla porta di casa Chironi proprio quando
Gavino e Luigi Ippolito - taciturno e riflessivo il primo,
deciso e appassionato il secondo - sono in età per
essere arruolati...
La voce unica di Marcello Fois squaderna il Novecento con
una forza poetica e infallibile, e ci consegna un romanzo
che abbraccia in un solo sguardo le storie piccole e quelle
grandi, la luce calda dei ricordi d'infanzia e le ombre
fitte dell'età adulta. L'epica del quotidiano accompagna
le sorti dei Chironi a ogni pagina, seducendo il lettore
con un racconto in cui la memoria del sangue - ciò
che davvero, sotterraneamente, tiene unita una famiglia
- si allea alla potenza della letteratura. E ciascun personaggio
sembra quasi a proprio agio, sballottato dalle onde degli
anni che s'inseguono, forse perché impegnato a cercare
dietro di sé il passato dal quale proviene - umile
o nobile, vero o inventato che sia. L'importante è
non cedere mai di fronte alle sventure: «perché
non c'è genia, da che mondo è mondo, che sia
nata forte e invincibile se nutrita di lacrime».
vedi
l'evento in galleria fotografica