Marco Malvaldi

 

"Odore di chiuso" - Sellerio
Marco Malvaldi






Marco Malvaldi, nato a Pisa nel 1974, ha scritto tre romanzi ambientati in un paese della costa di Livorno, protagonisti quattro vecchietti detective:

La briscola in cinque
(17 edizioni), Il gioco delle tre carte (9 edizioni, finalista al Premio Bancarella e al Premio Chianti 2009) e Il re dei giochi, da mesi in testa alle classifiche di narrativa italiana e che hanno venduto complessivamente oltre 150.000 copie.


Odore di chiuso di  Marco Malvaldi
ODORE DI CHIUSO

«Un chimico che scrive romanzi: ci piace molto l’idea (e, pensiamo, di rimando, al grande Primo Levi). Come se nelle sue trame ci possano essere più cose e meno arzigogoli».
Giovanni Pacchiano, IL SOLE-24 ORE
«Piace a Malvaldi costruire attorno a una trama semplice un giallo classico (‘un po’ alla Agatha Christie, in cui distrai il lettore per nascondere il coniglio nel cappello’), a tratti spassoso, a tratti provocatorio, ma anche istruttivo».
Ida Bozzi, CORRIERE DELLA SERA

San Carlo, Maremma toscana. Il conte Alinaro Bonaiuti ha invitato nel suo maniero degli ospiti per la battuta di caccia del fine settimana; tra questi, c’è il noto gourmet Pellegrino Artusi. La prima sera del week-end, a cena, il padrone di casa è di umore allegro. Accenna ad una grossa vincita ai cavalli, quindi invita gli ospiti nella sala da fumo dove brinderanno alla vincita. Poi, scusandosi, spiega di non poter bere champagne per i suoi problemi di stomaco, e ripiega sul suo solito Porto. Durante la notte si sente male.
Questa volta Malvaldi si cimenta con un giallo di impianto classico - l’ambientazione ottocentesca, il castello, i delitti, la nobiltà decaduta, il maggiordomo - illuminato però dalla presenza di Artusi, il grande gastronomo che con la sua Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene dette dignità alle pietanze di tutti i giorni. Sarà proprio Pellegrino - studioso di storia naturale oltre che letterato - a trovare con il suo acume e la sua curiosità la chiave per arrivare alla verità, mentre Malvaldi - lasciati per il momento i quattro vecchietti del BarLume - ci consegna il magnifico ritratto di un italiano memorabile che si muove a suo agio in mezzo a personaggi di invenzione.

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