Tullio Solenghi

 

"I promessi sposi secondo il Trio" - Mondadori
Tullio Solenghi
Tullio Solenghi (Genova, 1948).

Solenghi frequenta la Scuola di Teatro dello Stabile di Genova, dove conoscerà Massimo Lopez. Debutta in teatro nel 1970 con Madre coraggio di Brecht, pro¬dotto dallo Stabile genovese, con cui la collaborazione proseguirà per altre 7 stagioni di fila.

Nel frattempo, nel ’76, l’incontro con Pippo Baudo che lo vuole nella trasmissione “Chi” gli apre le porte del piccolo schermo; seguiranno nel ’78 “Luna Park”, sempre con Baudo, e l’anno successivo “Gran¬canal” con Corrado.

Nel 1982 fonda il celebre “Trio” con Anna Marchesini e Massimo Lopez, che debutta con il programma di Radio2 “Helza¬poppin”. L’immediato riscontro del pubblico premia il “Trio” dando inizio ad un sodalizio artistico di grandissimo successo, destinato a mietere successi e applausi per oltre un decennio. Il Trio ha fatto la storia della televisione italiana portando al successo numerose trasmissioni, fra le quali "Tastomatto", "Domenica In", "Fantastico 7", tre edizioni del "Festival di Sanremo", e giungendo all’apice della popolarità nel 1990 con la parodia de “I promessi sposi”. A teatro portano due spettacoli, Allacciare le cinture di sicurezza (1987) e In principio era il trio (1991), entrambi campioni di incassi in tutta Italia.

Sciolto il sodalizio nel 1994, Solenghi si alterna fra la televisione e il teatro. Sul piccolo schermo conduce
“Domenica In” nel 1998 assieme a Giancarlo Magalli, diverse edizioni di “Striscia la Notizia” (fra il ’96 e il ’97 con Gene Gnocchi, poi di nuovo nel 2005 con Massimo Lopez) e dal 2003 presenta i Premi ETI-Gli Olimpici del Teatro, sorta di “Oscar” del teatro italiano, che si tengono ogni anno a settembre a Vicenza.
Fra i suoi più recenti successi teatrali ci sono invece Le nozze di Figaro di Beaumarchais (2006/2007) e L’ultima radio di Sabina Negri (2008).
Attualmente è in teatro al fianco di Maurizio Micheli in “Italiani si nasce e noi lo nacquimo”, testo di Solenghi e Micheli.


I promessi sposi secondo il Trio I PROMESSI SPOSI SECONDO IL TRIO
Era il 1990 quando l’Italia del sabato sera restò inchiodata davanti alla televisione. Su RaiUno c’era la prima puntata dei Promessi sposi (secondo il Trio). La parodia del romanzo manzoniano diventò il punto più alto della carriera di Solenghi, Marchesini e Lopez, con un’audience bulgara e centri d’ascolto nelle case degli italiani. L’impatto fu tale da travalicare i confini del prodotto televisivo, provocando addirittura la rivolta delle professoresse di lettere contro quello che fu definito un vilipendio al monumento della lingua italiana.
Il Trio, rimasticando la celebre storia di Renzo e Lucia, espresse al meglio la propria creatività, senza farsi mancare proprio nulla: dalla famosa “cofana” luminosa di Lucia ai Bravi in versione Stanlio e Ollio, dall’abbronzatissima Monaca di Ponza a un Innominato in versione Bela Lugosi e via parodiando.
A distanza di vent’anni, quel testo pare inalterato nella sua forza comica e d è proposto integralmente in questa nuova edizione composta da libro con la sceneggiatura dei Promessi sposi (secondo il Trio), e il DVD con i loro sketch più famosi.
L’idea è nata da una coincidenza di input – ha dichiarato Tullio Solenghi - il primo ci venne dalla notizia che la Rai aveva intenzione di rifare i Promessi Sposi con la regia di Nocita, dopo la versione storica in bianco e nero di Sandro Bolchi. Il secondo ci venne da una gita sul lago di Como, durante una lunga permanenza di un nostro spettacolo al teatro Nuovo di Milano. I luoghi della vicenda e la notizia tv, coniugate insieme ci portarono alla classica “lampadina che si accende” e così nacque l’idea della parodia”.
“La difficoltà maggiore fu quella di convincere le maestranze che noi esigevamo lo stesso rigore che avrebbe richiesto una versione ortodossa del capolavoro manzoniano - continua Solenghi -. Stessa maniacale attenzione per la scelta delle location, dei costumi, delle comparse. Dopo un inizio con qualche difficoltà, alla fine la troupe si sintonizzò sulle nostre richieste, e tutto filò liscio
”.

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