Andrea Bajani

"Ogni promessa "
Einaudi

APERITIVO con AUTORE



Andrea Bajani - Ogni promessa
Caffè Poliziano di Montepulciano
in collaborazione con
Fondazione Cantiere Internazionale d'Arte
presenta
il romanzo
"Ogni promessa"
di ANDREA BAJANI
Einaudi

con la partecipazione straordinaria di
GIUSEPPE BATTISTON e GIANMARIA TESTA

introduce
UGO RICCARELLI


reading
GIANNI POLIZIANI

Musiche
MARIANO APREA (contrabbasso)

A seguire TEATRO con AUTORE al Teatro Poliziano
"18mila giorni-Il pitone"
con G. Battiston e G. Testa
regia di Alfonso Santagata

Ingresso gratuito
Al termine della presentazione verrà offerto
un aperitivo con i vini
della TENUTA VALDIPIATTA di Montepulciano
 
Direzione Artistica
Olivia La Pegna

Fotografo ufficiale
Corine Veysselier

 


ANDREA BAJANI

Andrea Bajani è nato a Roma nel 1975 e vive a Torino.
Dopo aver collaborato con "L'Indice" e con l'Osservatorio Letterario Giovanile del Comune, è divenuto consulente editoriale per la casa editrice Codice.
In cinque anni ha cambiato otto lavori: è stato consulente, collaboratore occasionale, co.co.co, collaboratore a progetto e libero professionista.

Ha partecipato a molte antologie, fra cui Lettere In-chiostro (Addictions, 1999). Ha pubblicato diversi romanzi: Morto un papa (Portofranco, 2002), Qui non ci sono perdenti (PeQuod, 2003).
Presso Einaudi ha pubblicato Cordiali saluti (2005 e 2008), Se consideri le colpe (2007 e 2009), il reportage sul lavoro precario Mi spezzo ma non m'impiego (2006), Domani niente scuola (2008).

Per il teatro è coautore di Miserabili, uno spettacolo di Marco Paolini.
Attualmente è in teatro con un suo testo originale IL PITONE - i 18 mila giorni, rappresentato da Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa per la regia di Giorgio Gallione.
Collabora con Rai Radio 2, con i quotidiani La Stampa, l'Unità, Il Sole-24 ore e con la rivista Lo straniero.
Se consideri le colpe ha vinto il Premio Super Mondello, il Premio Recanati e il Premio Brancati.
Ogni promessa (Einaudi 2010) è il suo ultimo romanzo.

OGNI PROMESSA
Un biglietto lasciato sul tavolo, una storia d'amore che si chiude e un nonno che muore dopo essere rimasto imprigionato per tutta la vita nell'ossessione della campagna di Russia.
Sulla soglia di un'estate in cui di colpo tutto sembra mancare, Pietro decide di andare a vedere il Don con i suoi occhi, per attraversare la linea del fronte e cercare la sua tregua sulle tracce di una guerra altrui.
Non c'è niente di più difficile da raccontare del peso che hanno le cose non dette: ecco il cuore di questo romanzo, che con straordinaria intensità emotiva, leggerezza e tensione poetica ci mostra quante strade possono prendere i ricordi, le speranze e i segreti quando decidono di venire alla luce.
«Sara se n'è andata via il giorno in cui è finita la scuola. L'estate si è spalancata all'improvviso: ha inghiottito i miei bambini tutti insieme, ha svuotato la mia casa e io sono rimasto lì, una macchina sul ciglio di un burrone».

Ogni sera Pietro si china sulla pancia di Sara per sapere se dentro c'è qualcosa che nasce, e ogni sera lei, toccandosi il ventre, aspetta di poter dare un nome al loro futuro insieme. Ma la speranza rimane un'attesa, e l'attesa spacca tutto come una crepa nel muro. Fino a quando ogni cosa si sfalda e sul tavolo della cucina resta soltanto un foglio, o meglio una bomba che si prepara a esplodere. «Telefonato tua madre, è morto Mario». E poco sotto una domanda scritta di fretta: «Mario?» Mario è il nonno di Pietro, ma più che un parente è lo scheletro nell'armadio di una famiglia e di un paese intero. Tornato folle dalla campagna di Russia, vissuto dentro una clinica eppure morto per tutti, per lui la guerra non è mai finita. Ora fa la sua comparsa morendo per davvero, come un fantasma molto terreno che ha lasciato troppe domande dietro di sé.
L'estate si apre quel giorno con un duplice addio, spalancata come una casa vuota e piena di strade possibili. La prima è un viaggio a ritroso, con in tasca il peso di un segreto che Pietro e Sara si sono nascosti tanto a lungo da non poterlo dimenticare.
La seconda è un viaggio sul Don, carico di tutte le storie che Mario non ha mai raccontato: un percorso lungo quasi settant'anni, alla ricerca vana di una Russia che non c'è più, come provare a tuffarsi nelle acque del 1943.
Sono i ricordi degli altri che dentro di noi non trovano appiglio, come promesse tradite dal tempo. Con una scrittura tesa e tersa fino alla poesia, Andrea Bajani ci racconta la responsabilità e la difficoltà di ricordare. La memoria è una trama forata, i fili si slacciano e si disperdono nell'ordito di una realtà vissuta al presente.
Ma è proprio lì, tra le omissioni e le mancanze, che forse si annida un senso. Lungo quelle strade deviate, dove si affacciano risposte impreviste a domande mal poste.

GIUSEPPE BATTISTON

Giuseppe Battiston

Attore teatrale e cinematografico, nel cinema si impone alle simpatie del pubblico recitando nel film Pane e tulipani, di Silvio Soldini per il quale ha vinto il David di Donatello e il Ciak d'oro come miglior attore non protagonista. Partecipa anche a un altro film di Soldini, Agata e la tempesta, per cui ha avuto la nomination al David di Donatello come miglior attore protagonista. Ha anche partecipato a La bestia nel cuore di Cristina Comencini, per il quale è stato candidato al Nastro d'Argento come miglior attore non protagonista. E l'8 maggio del 2009 ottiene un nuovo David di Donatello (come miglior attore non protagonista) assegnatogli per l'interpretazione di Alberto Nardini nel film Non pensarci diretto da Gianni Zanasi. Ha partecipato a film come La tigre e la neve e Chiedimi se sono felice.
In teatro, vince nel 1996, assieme a Massimiliano Spezie, una menzione speciale al premio Ubu per la piece Petito Strenge. Nel 2009 vince il premio Ubu come miglior attore per la sua interpretazione di Orson Welles' roast, da lui scritto assieme a Michele De Vita Conti.
Recita in Amara Terra Mia (2006 - RadioFandango, distribuito Edel) album dei Radiodervish che contiene versioni inedite di due classici di Domenico Modugno, la registrazione live dello spettacolo omonimo e il video di Amara Terra Mia di Franco Battiato.
Nel 2008 e nel 2010 interpreta il Dottor Freiss nelle due stagioni della serie TV Tutti pazzi per amore.
A febbraio 2011 debutta in teatro con Gianmaria Testa in “18mila giorni - Il Pitone”, regia di Alfonso Santagata, testo di Andrea Bajani.


GIANMARIA TESTA

Gianmaria Testa

Gianmaria Testa, classe 1958, vive nelle Langhe in Piemonte, eppure c’è voluta la Francia per scoprirlo. Da quando ha mandato al Festival di Recanati la sua cassetta registrata chitarra e voce, vincendone il primo premio una prima volta nel ’93 e poi di nuovo nel ’94, sono passate un bel po’ di cose: sei dischi -Montgolfières (1995), Extra-Muros (1996), Lampo (1999), Il valzer di un giorno (2000), Altre Latitudini (2003) e l’ultimo Da questa parte del mare (2006)-, più di 1500 concerti in Francia, Italia, Germania, Austria, Belgio, Canada, Stati Uniti, Portagallo, quattro serate tutte esaurite all’Olympia e una lunga teoria di articoli omaggianti sui principali giornali (“Le Monde” in testa).
In Italia il percorso è stato un po’ più complicato e difficile perché condotto davvero senza compromessi, con pochissime apparizioni Tv o passaggi radiofonici e nessun tipo di pubblicità. La sua vera forza è stata ed è ancora il passaparola. Chi va ad un suo concerto non riesce a dimenticarlo: l’emozione nasce palpabile e si divide tra tutti; Gianmaria scherza coi suoi musicisti ed è naturalmente comunicativo; i testi sono belli, sono semplici, sono piccole poesie che parlano della vita e che vivono anche al di là della musica; e lei, la musica, insieme ad una voce che si muove tra rauche asprezze e teneri velluti, i testi li trasporta, li puntualizza, li sottolinea.
Perché le cose cominciassero a cambiare anche in Italia c’è voluto -paradossalmente- Il Valzer di un giorno, quarto disco della sua carriera e il primo di produzione totalmente italiana, che è forse il suo lavoro più ‘difficile’: canzoni riportate alla loro forma più nuda ed essenziale, due chitarre e voce soltanto.
A seguito dell’uscita del disco, nella Stagione 2000/2001 Gianmaria Testa ha realizzato una tournée che l’ha portato in alcuni dei più importanti e prestigiosi teatri italiani: dal Teatro Regio di Torino al Valle di Roma, dal Duse di Bologna, alla Pergola di Firenze, per non citarne che alcuni.
Nel marzo 2001 Il valzer di un giorno è uscito anche in Francia e nel resto d’Europa con l’etichetta Harmonia Mundi, riscontrando un unanime consenso di critica e pubblico. Ad oggi ha superato le 100 mila copie vendute in tutta Europa.
Moltissime le collaborazioni con altri musicisti italiani del jazz e del folk: da Gabriele Mirabassi e Enzo Pietropaoli a Paolo Fresu; da Rita Marcotulli a Riccardo Tesi (col quale ha dato vita al “Progetto Saramago”, una sorta di omaggio al grande nobel per la letteratura); da Enrico Rava (insieme al quale ha presentato con grande successo per Fuorivia Guarda che luna!, spettacolo dedicato alla figura di Fred Buscaglione che ha visti protagonisti, oltre a loro, la Banda Osiris, Stefano Bollani, Enzo Pietropaoli e Piero Ponzo) a Battista Lena per il quale ha fatto la voce recitante e ha cantato nel suo ultimo lavoro discografico (I cosmonauti russi) dedicato alla navicella spaziale MIR, sempre prodotto da Fuorivia.
A settembre 2003 un’altra esperienza importante: lo spettacolo Attraverso realizzato al Festival della Letteratura di Mantova per Produzioni Fuorivia con Erri De Luca, Marco Paolini, Mario Brunello, Gabriele Mirabassi.
Il 24 ottobre 2003 è uscito in tutta Europa, Canada e Stati Uniti un nuovo disco, Altre Latitudini (Harmonia Mundi / Ird),14 canzoni di amore trovato o perso per le quali hanno suonato alcuni grandissimi musicisti (Mario Brunello, Enrico Rava, Rita Marcotulli, David Lewis, Gabriele Mirabassi, Luciano Biondini, Fausto Mesolella, ecc.). Altre Latitudini è stato presentato in Francia per una settimana al Café de la Danse di Parigi e in Italia per una settimana al Teatro Gobetti di Torino. A questi hanno fatto seguito naturalmente altri concerti (al Nuovo Auditorium di Roma, al Teatro Rossini di Pesaro, al Teatro Alfieri di Asti, ecc.). In estate è stato presentato anche in Canada, al Festival di Québec, oltre che in Germania, Austria e Olanda. Nel novembre 2005 è stata programmata un’importante tournée negli Stati Uniti (New York, Los Angeles, Cleveland e Chicago) che ha riscosso molto successo.
Da ricordare, per il 2004, due altre produzioni importanti alle quali Gianmaria ha preso parte: RossinTesta, viaggio surreale con Paolo Rossi e Chisciotte e gli invincibili, da un testo inedito di Erri De Luca. Quest’ultimo ha girato per 4 stagioni con grande successo in Italia e nel 2008 ha iniziato anche un suo percorso francese con spettacoli a Grenoble, Parigi, Calais… e un dvd edito da Gallimard.
Alla fine ottobre 2005 è stata distribuita una nuova versione, completamente rimasterizzata e con una nuova veste grafica dell’album Extra-Muros, ormai introvabile sul mercato
Il 13 ottobre 2006 è uscito il suo nuovo lavoro discografico, DA QUESTA PARTE DEL MARE, un concept album totalmente dedicato al tema delle migrazioni moderne, una riflessione poetica, aperta e senza demagogia sugli enormi movimenti di popoli che attraversano questi nostri anni. Sulle ragioni, dure, del partire, sulla decisione, sofferta, di attraversare deserti e mari, sul significato di parole come “terra” o “patria” e sul senso di sradicamento e di smarrimento che lo spostarsi porta sempre con sé. A qualsiasi latitudine. Prodotto da Paola Farinetti per Produzioni Fuorivia, ha la direzione artistica di Greg Cohen. Da segnalare la presenza di Bill Frisell accanto a quella dei musicisti che da sempre collaborano con Gianmaria: Gabriele Mirabassi, Paolo Fresu, Enzo Pietropaoli, Philippe Garcia, Luciano Biondini, Claudio Dadone, Piero Ponzo.
Da questa parte del mare ha ricevuto la TARGA TENCO 2007 come miglior album dell’anno. Dopo una presentazione a Parigi (L’Européen dal 17 al 21 ottobre 2006), il nuovo disco sarà presentato anche in Italia (il 25 ottobre al Teatro Regio di Torino, il 26 ottobre al Teatro Modena di Genova, il 27 e il 28 ottobre alla Galleria Toledo di Napoli, ecc.), in Germania e Austria (dicembre 2006), in Olanda (The Hague Jazz Festival – 18 e 19 maggio 2007) e in Canada (Festival di Québec – 15 luglio 2007). Il 25 maggio 2008 è stato presentato anche al Joe’s Pub di New York con un bel sold out.
All’inizio del 2009 è uscito un nuovo cd: per la prima volta Gianmaria ha presentato un LIVE -“SOLO-dal vivo”, il titolo dell’album- frutto della registrazione di un concerto in solo all’Auditorium di Roma. Il disco, prodotto da Produzioni Fuorivia, è uscito in Italia il 19 gennaio con EGEA RECORDS e nel resto del mondo il 12 febbraio con l’etichetta HARMONIA-MUNDI / LE CHANT DU MONDE. La presentazione al pubblico avverrà nei mesi di MARZO, APRILE e MAGGIO 2009 con concerti a Parigi, Milano, Roma, Bruxelles, Amsterdam, Berlino, Vienna, ecc. in ottobre 2009, “SOLO-dal vivo” è uscito ina una “special edition” a tiratura limitata con un DVD contenente un intervista molto completa di Massimo Cotto a Gianmaria e il primo videoclip della canzone “Come al cielo gli aeroplani”), un video d’autore, registrato al Diavolo Rosso di Asti.


UGO RICCARELLI

Ugo Riccarelli

Ugo Riccarelli è nato a Ciriè (Torino) nel 1954 da famiglia toscana. Ha studiato Filosofia presso l'Università di Torino e si è occupato per anni di azioni culturali in campo scolastico, cinematografico e teatrale, diplomandosi come Operatore Culturale nel 1976, lavorando anche presso l’ufficio stampa del comune di Pisa. Nel 1995 è stato tra i vincitori del premio del concorso RAI-Corriere della Sera "Sette per sette" con il racconto breve: Come ti faccio impennare l'audience dal quale è stato realizzato un radiodramma. Con Le scarpe appese al cuore ha vinto il premio Chianti 1996, con Un uomo che forse si chiamava Schulz il Selezione Campiello 1998 e infine lo Strega nel 2004 con Il dolore perfetto.

GIANNI POLIZIANI

Gianni Poliziani

Nasce a Chiusi nel 1962. Inizia la sua attività teatrale negli anni 70.
Nel 1981 è tra i fondatori del Collettivo teatrale Semidarte, partecipa alla realizzazione di numerosi spettacoli e frequenta la scuola di teatro nell’ambito del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, diretta dal regista Massimo Masini, col quale intesse un intenso rapporto di collaborazione artistica.
Dal 1989 al 1997, il Festival Amiata Teatro–Amiata Estate ad Abbadia San Salvatore, diretto dallo stesso Masini, lo vede partecipe di numerosi allestimenti, tra i quali Il malato immaginario di Moliere a fianco di Mario Valgoi ed Anna Menichetti, Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare con la doppia regia di Masini e Valgoi, Il Piccolo Principe di Saint-Exupèry, La bottega del caffè di Goldoni, Il Drago di Schwarz e Gli Abiti del Granduca, spettacolo di musica, danza e prosa andato in scena al Teatro Petrarca di Arezzo.
Nel 1992 prende parte a Lorenzo, 8 aprile 1492 di Marco Vichi a fianco di Franco di Francescantonio e con lo stesso interpreta il dialogo Incontro notturno, testo liberamente tratto da F. Dostojevsky da Marco Vichi, rappresentato nel Chiostro della Basilica di Impruneta e nella Sala dei Cinquecento a Firenze.
Nel 1993 recita gli Atti Unici e Le tre sorelle di Cechov, mentre l’anno successivo è interprete pirandelliano ne L’uomo dal fiore in bocca e Il Berretto a Sonagli con Mario Valgoi ed Anita Bartolucci, spettacolo di punta del festival amiatino. Nel 1995 interpreta il concerto spettacolo Salotto 900 in collaborazione con la Corale del Teatro Verdi di Pisa diretta dal Maestro Giampaolo Mazzoli. Negli anni ’90 inizia inoltre la sua collaborazione come regista con il Gruppo Dialettale Badengo ad Abbadia San Salvatore, nato appositamente per riscoprire e valorizzare le tradizioni popolari amiatine ed il felice connubio si protrae fino ai giorni nostri con numerosi allestimenti graditi da pubblico e critica.
Negli anni 1998 e 2000 è attore in Zio Vania di Cechov, L’amica delle mogli di Pirandello e La bottega del caffè di Goldoni, quest’ultimo spettacolo prodotto dal Laboratorio dello Spettacolo di Follonica e tra il 2001 e nel 2004 interpreta Letto a tre piazze di Clark e Bobrick, Il Somaro di Feydeau, Taxi a due piazze di Cooney, allestiti a Campiglia Marittima. Nel 2003 è protagonista ne L’Ultima notte di Don Giovanni di E. Rostand, messo in scena dal Collettivo Semidarte, spettacolo finalista al Festival nazionale La Maschera d’Oro di Vicenza; e nel settembre del 2004 viene premiato come migliore attore protagonista nella rassegna Teatro Ridens a Grosseto. Nel 2005 interpreta Ciak si suona II in collaborazione con la Filarmonica Bonaventura Somma di Chianciano Terme diretta da Paolo Scatena per la regia di Manfredi Rutelli e in Da Grover Corner a Spoon River… solo andata, da T. Wilder, E. Lee Master e F. De Andrè, allestito dal Collettivo Semidarte.
Dal 2004 inizia un’intensa collaborazione artistica con l’Associazione Formula Nuova Arcadia di Abbadia San Salvatore, che dura ancora oggi, con la produzione di numerosi allestimenti (Guerre Stellari, Paradossalmente, Taxi a 2 Piazze, Sarto per Signora, Storia di un impiegato) che hanno riscontrato grande successo di pubblico.
Dal 1996 al 2005 è consulente esterno per le attività teatrali presso le scuole medie e superiori di Chiusi e ha tenuto laboratori teatrali per ragazzi ed adulti.
Ha iniziato con entusiasmo nell’anno 2010 una positiva collaborazione con il regista Carlo Pasquini, partecipando al suo Truculentus, nell’ambito del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano e con l’Accademia Nuovi Arrischianti di Sarteano, interpretando Fools di Neil Simon, per la regia di Stefano Bernardini ed è prossimo interprete nel Processo per l’ombra di un asino diretto da Laura Fatini.

MARIANO APREA

Mariano Aprea
Nato a Roma nel 1958, studia contrabbasso e polifonia presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, e nel 1984 si laurea in Lettere alla Sapienza di Roma. Nell’86 studia composizione con il maestro Dall’Ongaro. Nel ’91 completa il Corso di Studi Superiori in Teologia e Medievistica presso l’Apostolica Università Francescana dell’Antonianum di Roma. Dal 1999 è docente di ruolo per gli insegnamenti di Filosofia e Storia e attualmente tiene la cattedra presso il Liceo “Manfredi Azzarita” di Roma.
Dal 1976 ad oggi ha svolto molteplici attività nelle diverse discipline artistiche, sia in ambiti interpretativo e storico che in quelli creativi.
Suona il contrabbasso, il pianoforte, la chitarra, le percussioni e canta.
È consulente Filosofico nell’albo dei terapeuti clinici esistenziali.
Tra il 1976 e il 1987 fonda la Rivista di poesia Ancora e la Rivista di Critica della cultura contemporanea “Corrispondenze”. Nel 2000 pubblica per Nuovi Argomenti, quale tributo per la morte di 57 cinesi a Dover, Lettera di un cinese ad un antiquario.
Nel 1995 pubblica il libro di poesie Per obbedire alla notte per i tipi Pardes.
Nel 1998 fonda la compagia teatrale Presepi con Alberto Di Stasio, Antonio Obino, Attilio Scarpellini
e interpreta il suo testo Le ragioni dell’alba con Giusi Zaccagnini per la regia di Alberto Di Stasio.
Della sua attività teatrale, cinematografica e radiofonica ricordiamo la sua partecipazione in qualità di attore, a due puntate della Fiction televisiva Incantesimo, al cortometraggio di Sebastian Maulucci Il ritorno e l’addio, alla fiction televisiva Il Falco e la Colomba e Storia di Laura. Inoltre partecipa in qualità d’attore alla messa in scena di Immobildream di Luca Archibugi, per la regia di Alberto Di Stasio, Meta Teatro. Scrive, dirige e interpreta con Giorgia Trasselli, Gisella Rocca, Fabio Refrigeri, “Veronica Franco, un corpo in versi.
In campo musicale compone la Parafrasi del Preludio XVI del Clavicembalo ben temperato di Bach per basso e la musica per balletto Canone a tre voci per fiati continui e soprano narrante.
Suona dal 1999 come contrabbassista con la Romana Swing Orchestra e nel 2006, suona al Micca Club con Leonardo Cesari, Gabriele Cohen, Daniele Pozzovio, esecuzione di brani originali e diffusione radiofonica in diretta e, per tutto il mese di novembre, per Radio Città Futura.
Nel 2009 partecipa alla kermesse jazzistica “Formello Jazz” con Leonardo Borghi pianoforte, Andrea Nunzi batteria, Massimo Davola sassofono, Antonella Aprea voce.


18 mila giorni - il pitone

PRODUZIONI FUORIVIA e
FONDAZIONE TEATRO STABILE TORINO
presentano
18 mila giorni - IL PITONE


Testo originale di Andrea Bajani
con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa
Regia di Alfonso Santagata

Trama
Una riflessione sul lavoro e sul tempo che passa. Un uomo si ritrova disoccupato a 50 anni ed inizia così a ragionare con se stesso, tra emotività personale e considerazioni epocali. Com’è possibile che dopo tanti anni, un giorno ci siamo svegliati, e quello che avevamo dato per scontato – il lavoro – non c’era più, si era volatilizzato? Com’è successo che un giorno ci siamo svegliati e il lavoro, da diritto che era, era diventato una concessione, e ciascuno era disposto a sbranare il vicino pur di salvarsi?
Senza alcuna tentazione demagogica, due artisti di razza uniscono i loro linguaggi per un pezzo di teatro musicale davvero toccante. Il protagonista è Giuseppe Battiston, pluripremiato interprete del nostro cinema e del nostro teatro (recentissimo il Premio UBU come miglior attore italiano). Accanto a lui, a fare da contrappunto musicale, il cantautore Gianmaria Testa: applaudito in tutto il mondo per l’intensità delle sue esibizioni, propone canzoni inedite, concepite per uno spettacolo che può solo lasciare il segno.
“18 mila giorni corrispondono a 50 anni. È curioso come la prospettiva e il senso del tempo possano cambiare a seconda del criterio col quale lo si organizzi: gli anni o i giorni.
Il pitone è un animale che prima se ne sta buono e ti prende le misure e poi, quando ha raggiunto la tua stessa lunghezza o la tua stessa forza, ti fa fuori.
Il nostro spettacolo parte da qui: dal tempo e da una metafora.”

C’è stato un momento in cui ci siamo svegliati, e ci siamo resi conto che quello che prima avevamo non c’era più, si era volatilizzato. Come tornare a casa, cercarsi il portafoglio dentro la tasca e sentire che dentro la tasca c’è un vuoto dove prima era pieno. Si resta così, con un senso di tradimento che brucia. Perché quello che ferisce di più, oltre al furto, è il non essersi accorti di nulla, l’inganno di una mano che si infila, ti deruba, e poi se ne va via impunita. Ecco, io quando penso a che cosa è successo al lavoro in Italia, e dunque all’Italia, penso a quella stessa sensazione di tradimento. Com’è possibile, mi chiedo ogni volta, che dopo tanti anni un giorno ci siamo svegliati, e quello che avevamo dato per scontato – il lavoro – non c’era più, si era volatilizzato? Com’è successo che un giorno ci siamo svegliati e il lavoro, da diritto che era, era diventato una concessione, e ciascuno era disposto a sbranare il vicino pur di salvarsi? Com’è successo che l’Italia una mattina si è svegliata, e tutto quel che aveva messo da parte non c’era più?
Andrea Bajani

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