Davide Enia

"Così in terra"
B.C. Dalai Editore

APERITIVO con AUTORE

presenta
sabato 24 novembre - 18h30
al Caffè Poliziano di Montepulciano
il romanzo
"Così in terra"
di DAVIDE ENIA
B.C. Dalai Editore
Candidato Premio Strega 2012

introduce
OLIVIA LA PEGNA

reading
DAVIDE ENIA

Musiche
D QUARTET
Ingresso gratuito
Al termine della presentazione verrà offerto
un aperitivo con i vini
di CROCE DI FEBO di Montepulciano

Seguirà CENA con AUTORE al Caffè Poliziano
(su prenotazione)
 
Direzione Artistica
Olivia La Pegna

 


DAVIDE ENIA

Nasce a Palermo il 2 aprile 1974.
Passa l’infanzia a giocare a calcio in mezzo alla strada.
Nel 2002 scrive, dirige e interpreta Italia-Brasile 3 a 2, pièce teatrale sulla gloriosa partita del 1982.
Vince nel 2003 il Premio Tondelli al Premio Riccione per il Teatro con l’unanimità di giudizio della giuria col testo teatrale Scanna, storia di una famiglia chiusa in un rifugio durante una guerra. A fine anno vince il Premio Ubu speciale.

Nel 2004 scrive, dirige e interpreta Maggio ‘43, testo sui bombardamenti di Palermo e sulla guerra vista con gli occhi di un dodicenne. Alla Biennale di Venezia debutta Scanna, di cui firma la regia.


Collabora con la trasmissione televisiva Report, per la quale scrive, dirige e interpreta L’asso dell’aviazione, una operina originale di 30 minuti su guerra e partite a carte andata in onda in prima serata il 10 settembre 2004.
Non vince nessun premio, ma il Palermo torna dopo 31 anni in serie A. Un ottimo scambio.

Nel 2005 consegue il Premio Hystrio e il Premio E.T.I. Olimpici del teatro come novità drammaturgica per l’intero corpus della sua opera, e il Fescennino d'Oro come miglior attore. In Moldavia, con Maggio '43 vince il premio come miglior spettacolo al festival internazionale Teatrul Unui Actor. Nel dicembre del 2005 esordisce in radio (RAI Radio2) con Rembò, un’inchiesta su calcio, cucina e sentimento in 15 puntate. I suoi testi iniziano a essere rappresentati in Europa da compagnie estere.
Vince nel 2006 il Premio Vittorio Mezzogiorno e il Premio Gassman come miglior talento emergente.

Nell’aprile 2007 va in onda (RAI Radio 2) il nuovo programma radiofonico, Diciassette Anni. Una sentimentale biografia metropolitana. Debuttano a fine ottobre i nuovi lavori teatrali: I capitoli dell'infanzia. Capitolo 1: Antonuccio si masturba. Capitolo 2: Piccoli gesti inutili che salvano la vita, testi sul buco luminoso dell’infanzia e sulla possibilità di costruzione di senso della parola mentre diventa suono.
Nel 2008 fonda con Fabio Rizzo l'etichetta discografica 800A Records.
Vince nel 2009 con Il cuoco il Premio Speciale della Giuria al Premio Riccione e viene insignito a Pagani (SA) del premio Scenari Pagani.
Nel 2010 scrive il racconto Mio padre non ha mai avuto un cane, che parla di padri duri come la roccia, ragazze dalle dita di giglio e bombe che ammazzano magistrati.
Nel 2012 pubblica il suo primo romanzo, Così in Terra (B.C.Dalai), che viene venduto in 18 paesi prima dell’uscita in Italia ed è candidato al Premio Strega 2012 e al Premio Bancarella.
Vive e cucina a Palermo.

COSI' IN TERRA
Davidù sale sul ring per la prima volta a nove anni. Cresciuto senza un padre – il Paladino, pugile fenomenale, morto poco prima della sua nascita – in una Palermo sporca, violenta e luminosa, sotto la protezione del gigantesco zio Umbertino e dell’enigmatico nonno Rosario, ci racconta cinquant’anni di storia, dal ’42 al ’92, accompagnato da una schiera di personaggi memorabili: il compagno di giochi Gerruso, il Maestro di boxe Franco, la madre discreta e premurosa, il tenente D’Arpa, la saggia nonna Provvidenza, compare Randazzo, Nina dalla «bocca di gelso» e altri ancora. Le loro storie, comiche e tragiche, scivolano le une nelle pieghe delle altre, componendo il ritratto di una famiglia, di una città, di un mondo in battaglia, pieno di grazia e ferocia.

Un piccolo estratto del libro
Non appena comprò lo spazio che sarebbe diventato la palestra, lo scantinato di un palazzo appena costruito vicino al carcere minorile, Umbertino si girò tutta quanta Palermo per trovare allievi. Parlava con chiunque, fottendosene se avesse i requisiti fisici per riuscire a sfondare nel mondo della boxe. Abbisognavano pìccioli, doveva trovare iscritti. Con quell’acquisto, come previsto, aveva esaurito tutte le finanze. Un mese dopo l’apertura, non aveva ancora nessun allievo che, con la retta mensile, gli garantisse la sopravvivenza. Era necessario che la voce circolasse di più. Si recò nei cantieri edili, nei bar di via Libertà, allo stadio, a Mondello, al mercato di Ballarò, del Capo, della Vuccirìa, al porto, allo scàro, finché comprese che il problema non era spiegare a cosa servisse andare in palestra. Necessario era far sapere che a Palermo una palestra di boxe esisteva. Certificarne la presenza nell’immaginario delle persone. Poi, certo, la prima lezione sarebbe stata aggratìs, fare capire che lì si scolpisce il corpo così bene che le femmine avrebbero fatto la fila per leccare via il sudore dal petto. Serviva scrùscio. Dopo la finale perduta, aveva giurato a se stesso di non combattere più in incontri ufficiali. Riprese con i combattimenti clandestini, per dimostrare con il proprio corpo cosa si poteva diventare, allenandosi. Ma il punto vincente della strategia fu l’utilizzo dei due canali comunicativi più efficaci per convincere i màsculi: i preti e le pulle.
«Ascoltami buono, prete, accussì evitiamo di perdere tempo. Per ogni persona che mi arriva in palestra dalla tua parrocchia, io ti faccio avere, ogni domenica, pagata da ìddu, una offerta che tu m’avìssi a baciare le mani, prete. Quindi, quando dici messa, all’omelia ci devi consigliare ai fedeli di venire in palestra ’nni mmìa, il motivo t’u inventi tu, voi siete bravi a parlare, prete. Perché avìssero a venire in palestra? Ma come? Ma per formare un micidiale esercito della fede, cu tutti ’sti comunisti ogni giorno sempre peggio è. Io un cristiano a modo sono. Tutta la religione so, tutta quanta. C’è Gesù, figlio di Giuseppe e Maria. La sua parola è vangelo. Non uccidere, non rubare, non falsare, dieci cose così, alla Mosè. Poi, i miracoli: i pani, i pesci, la lebbra e quello spettacolare, l’acqua in vino. Però il popolo bestia sceglie Barabba e ’u Signuruzzu muore in croce, pare amen e invece no: tre giorni e risorge, tutto infuocato, cammina sulle acque, volano le colombe, i galli cantano.»

UN GRANDE ESORDIO GIÀ VENDUTO ALL’ESTERO IN:
STATI UNITI, FRANCIA, GERMANIA, SPAGNA BRASILE, SVEZIA, DANIMARCA, OLANDA ISRAELE, GRECIA, POLONIA TURCHIA, UNGHERIA, FINLANDIA.

Lascio a chi leggerà il libro per intera la sorpresa e la voglia. E consiglio di leggerlo. Enìa, drammaturgo, attore, scrittore, nella vita è come a teatro, anzi di più: un torrente di parole ricamate dalle quale non ti staccheresti.
Mila Spicola - L’Unità

Un'epopea famigliare di tre generazioni di pugili in una Palermo cattiva, che alle cicatrici della seconda guerra mondiale somma quelle delle stragi di mafia. Impastato di dialetto e costruito su un'impalcatura complessa che fonde tre piani temporali, Così in terra è il debutto romanzesco di Davide Enia, classe 1974, già autore teatrale. Un esordio che ancor prima dell'uscita ha avuto insolita fortuna nella vendita dei diritti: in traduzione in diciotto paesi, negli Usa sarà edito dalla prestigiosa Farrar, Straus e Giroux.
Laura Crinò – D La Repubblica

Al suo primo romanzo, Davide Enia ha trovato subito uno stile, un modo di raccontare che per il ricorso al dialetto ricorda Camilleri, per gli scarti di tempo e prospettiva pare cinematografico, ma che alla fine è tutto e completamente suo. Così in terra è lo splendido ritratto di un ragazzino che cresce e si fa uomo, del mondo che gli sta attorno, della storia piccola e grande da cui è permeato. La metafora del pugilato – perché la vita è un lungo incontro – è solo uno dei tanti elementi riusciti in un romanzo splendido, splendido davvero.
Beppe Marchetti – Libraio di Torino



D QUARTET

D Quartet

Davide Rinella armonica
Roberto Gervasi fisarmonica
Federico Gueci basso
Fabrizio Pezzino batteria & giocattoli

Jazz, sonorità sudamericane, brasiliane, africane, mediterranee, mediorientali e non solo: questi alcuni tratti distintivi del "D" Quartet. Un intreccio di sonorità ed “emozioni dal mondo”, espresso anche attraverso composizioni inedite, ricche di quella spontaneità e vivacità tipiche del Sud, e seguendo un linguaggio comune, quello jazzistico, che sfocia in momenti di totale libertà espressiva e comunicativa. Alle armoniche, cromatica e diatonica, Davide Rinella, musicista e compositore impegnato sia nell'ambito del jazz che della musica blues, ma ugualmente orientato verso concezioni e sonorità più contemporanee. Alla fisarmonica, Roberto Gervasi, valido polistrumentista apprezzato per la sua versatilità che gli permette di spaziare dal jazz allo swing, dalla musica leggera ai generi più consoni e più vicini, anche per tradizione, al suo strumento. I due musicisti sono saldamente supportati dalla ritmica esperta ed intensa di Bino Cangemi al contrabbasso, che vanta diverse collaborazioni importanti e di Fabrizio Pezzino alla batteria e giocattoli. Il D Quartet nel 2011 ha realizzato il primo lavoro discografico dal titolo: OSSESSA (http://www.youtube.com/watch?v=1qCJMW9nmxw) ed ha vinto la seconda edizione del Premio Pippo Ardini. Da quest’anno ha avviato anche una proficua collaborazione con il clarinettista internazionale Gabriele Mirabassi, di recente ospite protagonista dello spettacolo Tony Scott Tribute, realizzato dall’ Associazione Culturale Congo Square presso il Teatro delle Arti di Palermo, il 20 aprile 2012.

vedi l'evento in galleria fotografica

 

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APERITIVO CON AUTORE
(stagione 2012/2013)

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