Anilda Ibrahimi

"L'amore e gli stracci del tempo" - Einaudi

APERITIVO con AUTORE

con la partecipazione di
Caffè Poliziano _____

Anilda Ibrahimi - L'amore e gli astracci del tempo - Einaudi

presenta al Caffé Poliziano
di Montepulciano
il romanzo
"L'amore e gli stracci del tempo"
di Anilda Ibrahimi - Einaudi

Introduce il giornalista
DANIELE ROTONDO

Reading di MARIA PINA RUIU

Accompagnamento musicale
FABRIZIO BAI (chitarra)
e EMANUELE BOCCI
(voce e fisarmonica)
de "Le voci del vicolo"

Seguirà CENA con AUTORE
al ristorante il Grifon d'Oro
(su prenotazione)


ANILDA IBRAHIMI
è nata a Valona nel 1972. Nel 1994 ha lasciato l'Albania, trasferendosi prima in Svizzera e poi, dal 1997, in Italia. Il suo primo romanzo Rosso come una sposa è uscito presso Einaudi nel 2008 e ha vinto i premi Edoardo Kihlgren - Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena e La Magna Capitana. Per Einaudi ha pubblicato anche il suo secondo romanzo, L'amore e gli stracci del tempo.

L'AMORE E GLI STRACCI DEL TEMPO
Una storia vibrante e sincera, di amicizie che durano una vita, di perdite e di speranza, di figli della guerra e dei loro tanti genitori. Un romanzo che tocca corde profonde, temi viscerali, con coraggio e delicatezza. Che non teme di fare i conti con un passato che «quando ti trova, ti guarda con i tuoi stessi occhi». La prima volta che Zlatan vede Ajkuna è rapito dal dondolio delle sue trecce che «si allungano quasi a toccare terra». Non sa ancora che quella bambina diventerà così centrale nella sua vita. Crescono insieme a Pristina, nella stessa casa, anche se lui è serbo e lei kosovara di etnia albanese. I loro padri, Milos e Besor, condividono la passione per la medicina e per le poesie di Charles Simic. Le loro madri, Slavica e Donika, litigano su come fare le conserve di peperoni e sui particolari di certe ballate, patrimonio comune dei popoli dei Balcani. Ma il Kosovo, in cui per secoli questi popoli hanno convissuto, alla fine degli anni Novanta sanguina. Ed è l'ennesima ferita al cuore dell'Europa balcanica. Tra i botti di Capodanno e gli spari della guerriglia, Ajkuna e Zlatan si promettono amore eterno «come solo due ragazzi possono promettersi». La Storia però li separa: militare di leva lui, profuga lei. Ajkuna si ritrova in Svizzera, dove partorisce Sarah. Zlatan finisce in Italia, dove incontra Ines. Una ragazza minuta, con i capelli lisci che le cadono sulle spalle. Proprio come Ajkuna. In un montaggio alternato, il romanzo segue le vite dei due protagonisti, il loro rincorrersi e sfiorarsi, e forse perdersi. Lungo il cammino, in una babele arruffata di lingue, Zlatan e Ajkuna incroceranno una piccola folla di personaggi intensi, veri, col loro bagaglio di storie al seguito. Anilda Ibrahimi ci racconta, con la sua leggerezza, con la sua scrittura cruda e poetica, una vicenda struggente, di sentimenti forti, senza essere sentimentale. Ci porta di nuovo a un passo da qui, stavolta nel Kosovo, per farci scoprire un mondo e la sua repentina distruzione. Rintracciando però quel filo che continua a legare vecchio e nuovo, passato e futuro, in un flusso ininterrotto di vita.
"Un uomo e una donna divisi dalla guerra. Lui è serbo e lei kosovara, e la guerra è proprio quella del Kosovo, nei Balcani squarciati dai nazionalismi. Lui la cerca per anni tra i profughi dispersi per l'Europa, perché gliel'ha promesso. Lei lo aspetta, seduta in un angolo di mondo, perché aspettarlo è l'unica cosa che sa fare. Ma a volte la sorte trasforma le persone in «lettere mandate al momento sbagliato»."
– Essere padri non ha niente a che fare con questo maledetto test – urla Zatlan. – Tu devi aprire questa busta, me lo devi, capito? Questa è l'ultima cosa che farai per me prima di andartene, – Ajkuna urla ancora di più mentre si siede accanto a lui. Zatlan apre la busta. Sono poche le righe stampate, dalle quali lui allontana lo sguardo velocemente. Si sofferma solo sulla firma del medico [...]. La pioggia cade sopra quelle poche righe, e lui continua a guardare la firma del medico [...] la pioggia batte sulla carta ormai zuppa, che nessuno dei due guarda più.

Sostenuto da un buon ritmo e da un accorto montaggio, "L'amore e gli stracci del tempo" interessa e coinvolge con la forza delle situazioni e delle tormentate passioni che descrive, facendo facilmente dimenticare alcune ingenuità di scrittura e di struttura.
Stefano Giovanardi - La Repubblica

DANIELE ROTONDO
Daniele Rotondo
(Bergamo, 1960).
Si considera pugliese, perché già da bambino risiede a Fasano. Inizia giovanissimo, a 14 anni, come cronista sportivo in Puglia. Si diploma e nel 1978, entra nella scuola di giornalismo di Urbino, annessa alla facoltà di sociologia. Si laurea in Scienze della Comunicazione.
Nel 1979 entra a Telenorba come redattore sportivo. Qui lavora per diciotto anni come giornalista al fianco di Enzo Magistà e conduce il Tg. E’ inviato in Etiopia nel 1988, per il rapimento di Giuseppe Micelli e rientra all’aeroporto di Brindisi con l’ostaggio liberato: inizia una diretta di sei ore per Telenorba.
Dal 1997 lavora in Rai alla redazione politica del Tg2 di cui diventa conduttore del telegiornale dal 2006.
Nel 2006 riceve il Premio Azzarita, a ricordo di Leonardo Azzarita, direttore dell'Ansa.

FABRIZIO BAI (Chitarra)
Fabrizio Bai
Suona dall’età di 11 anni imparando da autodidatta le vecchie canzoni rock anni ’70. A 18 anni segue dei seminari ex. (G. Unterberger) e di altri insegnanti della Lizard. Si iscrive nel 1995 presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Siena, indirizzo Musica e Spettacolo. L’anno successivo si iscrive anche ai corsi di Siena Jazz. Nel 2001 frequenta i seminari estivi di Nuoro jazz con T. Lama e B. Tommaso. Comincia nell’inverno dello stesso anno anche la sua collaborazione con il Museo per Bambini di Siena “musicando” i quadri di una esposizione effettuata nei “Magazzini del sale” del Palazzo Comunale senese.
Nel 2002 frequenta i corsi di armonia ed arrangiamento con S. Zenni e B. Tommaso. E’ tuttora impegnato nella ricerca di nuove sonorità.
Attualmente insegna anche presso la scuola di musica di Monteroni d’ Arbia e collabora con il Museo per Bambini di Siena per una nuova produzione musicale.
Fa parte della band folk-jazz “Le voci del vicolo”.

EMANUELE BOCCI (Fisarmonica e voce)
Emanuele Bocci
Inizia ufficialmente la sua attività di cantautore nel 1997. Musicista poliedrico e versatile ha studiato canto, pianoforte, fisarmonica, chitarra, percussioni latine e africane, armonia e composizione. Sperimenta vari stili e linguaggi all'interno di molteplici progetti musicali: formazioni di musica etnica, popolare, jazz, teatro-canzone.
Premio della Critica a "Voci per la Libertà, Una Canzone per Amnesty" 2007, tra i finalisti nazionali del PRIMOMAGGIOTUTTOLANNO 2007 (già a vincitori in Toscana nell'edizione 2006 e 2007), esibizione con Mauro Pagani al festival senese La Città Aromatica 2007, esibizione al MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza 2006, grazie alla collaborazione con l'etichetta Audiofile di Fabrizio Foschini (tastierista degli STADIO), finalisti del Premio De Andrè 2005 (RM), secondo classificato al Premio Lunezia Giovani Autori - Conferimento al Valore Letterario del Testo della Canzone Italiana - (MS) 2004, Menzione Speciale all'On the Road International Festival di Pelago 2002 (FI), esibizione alla Prima edizione del Jubilmusic 1998 al Pala Ariston di Sanremo, tra i 7 vincitori nazionali del concorso Hope Music 1997 con relativa esibizione in apertura del Concertone del Congresso Eucaristico Nazionale di Bologna a cui parteciparono tra gli altri artisti di fama nazionale ed internazionale come Lucio Dalla, Adriano Celentano, Andrea Bocelli, Bob Dylan, Michel Petrucciani.
Attualmente è autore-compositore, nonché cantante e strumentista dello spettacolo di teatro-canzone "Un Clima Nuovo", del progetto di musiche e canzoni originali e cover d'autore "Microclima", della band folk-jazz "Le Voci del Vicolo"; cantante nel progetto-omaggio a Domenico Modugno "Penso che un sogno così" di cui è direttore artistico il M¡ Marcello Faneschi (che è stato tra l'altro collaboratore dello stesso Modugno e arrangiatore della RCA).

MARIA PINA RUIU
Maria Pina Ruiu
Orune (Nuoro)1962
Nel 1986, con un gruppo di amici, fonda a Sarteano (Si) l’Associazione Culturale denominata “Nuova Accademia degli Arrischianti” , che si occupa principalmente di Teatro e Musica.
Dal 1996 è Presidente della suddetta Associazione, organizzando oltre 30 allestimenti teatrali di vario genere , Rassegne Teatrali (Libero Circuito), di Cinema (Vedere di Cinema), Festival Musicali (Premio Musicale A. Gori e Festival Sarteano Jazz & Blues), Laboratori ed altre manifestazioni.
Fa parte della Compagnia Teatro di Strada “VIATORES” in qualità di voce recitante e cantante nell’ensemble di musica medievale.

Fotografo ufficiale dell'evento: Corine Veysselier

vedi l'evento in galleria fotografica

in collaborazione con


Olio di Olivia - Az. agricola Cimarosa
Agriturismo Valdipiatta
Olio di Olivia
Az. Agricola Cimarosa
Agriturismo Valdipiatta
Agriturismo Godiolo
 

con il patrocinio del


Comune di Montepulciano
 
     
     

 
 
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