APERITIVO con AUTORE
presenta
al Caffè Poliziano di
Montepulciano
i romanzi

Nicola Lagioia
"Riportando tutto a casa"
Einaudi
Antonella Lattanzi
"Devozione"
Einaudi
Nicola Lagioia "Riportando tutto a casa" - Antonella Lattanzi "Devozione"

introduce
MARIANO APREA


reading
FRANCESCA FENATI
ANTONIO MASTELLONE

Musiche
MARCELLO BALLARDINI e il suo didjeridoo
(strumento arborigeno australiano)
Ingresso gratuito
Al termine della presentazione
verrà offerto un aperitivo con i vini
dell'AZIENDA NOTTOLA di Montepulciano
Seguirà CENA con AUTORE
al Caffè Poliziano
(su prenotazione)
Direzione Artistica
Olivia La Pegna
Fotografia
Mauro Sini
 


NICOLA LAGIOIA

Nicola Lagioia (Bari, 1973) è uno scrittore italiano.
Ha esordito nel 2001 con il romanzo Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) pubblicato da Minum fax (Premio Lo Straniero). Nel 2004 ha pubblicato per Einaudi il romanzo Occidente per principianti (Premio Scanno, finalista Premio Bergamo, finalista Premio Napoli). Nel 2005 ha pubblicato, per Einaudi Stile Libero, 2005 dopo Cristo, un romanzo scritto assieme a Francesco Pacifico, Francesco Longo e Christian Raimo firmato con il nome collettivo di Babette Factory.
Sempre nel 2005 è uscito per Fazi il saggio Babbo Natale. Ovvero come la Coca-Cola ha colonizzato il nostro immaginario collettivo.
Ha pubblicato racconti in varie antologie, tra cui Patrie impure (Rizzoli, 2003), La qualità dell'aria (minimum fax, 2004), che ha curato assieme a Christian Raimo, Semi di fico d'India (Nuovadimensione, 2005), Periferie (Laterza, 2006), Ho visto cose (Biblioteca Universale Rizzoli, 2008), La storia siamo noi (Neri Pozza, 2008). Dirige nichel, la collana di letteratura italiana di minimum fax.
Nel 2010 è alla conduzione di Pagina3, la rassegna quotidiana delle pagine culturali trasmessa da Radio3.
Con il romanzo Riportando tutto a casa edito da Einaudi, si aggiudica il Premio Viareggio 2010 per la narrativa.

RIPORTANDO TUTTO A CASA
Riportando tutto a casa di Nicola Lagioia è un libro che costringe a fare i conti con molti stereotipi, raccontando in modo nuovo cose che credevamo di conoscere. Apparentemente, ci troviamo a leggere un romanzo di formazione ambientato a Bari negli anni Ottanta. In realtà, basta seguire per poche pagine le avventure dei tre ragazzini al centro del libro per capire che questo non è un romanzo di formazione, ma d'iniziazione, o di corruzione: la strada dell'età adulta si rivela fin da subito una discesa a rotta di collo, carica di delusioni, compromessi e rinunce. Gli anni Ottanta, nel resto d'Italia e anche a Bari, non sono quel periodo futile da molti raccontato in chiave pop, ma una stagione insieme oscura e scintillante, dove la divaricazione fra realtà e desideri s'insinua dentro le persone. Una stagione in cui è facile riconoscere le premesse di un presente che non è né migliore né peggiore, solo più stanco e disilluso.
Così Nicola Lagioia ha spiegato il titolo del romanzo:
«Per quelli della mia generazione si tratta di riappropriarsi di un trauma senza evento. Noi non abbiamo avuto una data cruciale da cui far discendere il resto. Ma questo non significa che, da qualche parte negli anni Ottanta, non ci sia stato un evento catastrofico per il sentire comune. Riportando tutto a casa vuole indicare il riappropriarsi di qualcosa che è emotivamente informe e metterlo nella forma di un romanzo, finalmente raccontabile».
E sulla novità rappresentata da Riportando tutto a casa rispetto ai suoi romanzi precedenti:
«La differenza rispetto a Occidente per principianti non è tanto stilistica, quanto emotiva. In questo romanzo faccio i conti con quel che mi riguarda da vicino».
Luca Mastrantonio ha dedicato al «convincente romanzo di formazione e perdizione» di Lagioia una lunga recensione sul Riformista. Così esordisce l'articolo:
«Riportando tutto a casa è un viaggio nella Bari degli anni ’80, quando l'italica periferia dell’impero americano viene invasa dell’edonismo reaganiano. Filtrata, con nostalgia ma senza malinconia, attraverso la Bari di oggi, quella dei sopravvissuti, tra cui il protagonista, la voce narrante. Festini, droga, ragazze, appalti, faccendieri...
Il romanzo involontariamente irrompe nell'attualità, mostrandoci però la struttura profonda del nostro paese, non la superficie. Antropologia, non gossip».

ANTONELLA LATTANZI
Nata a Bari nel 1979, vive e lavora a Roma.
Devozione (Einaudi Stile libero, 2010)
è il suo primo romanzo.

DEVOZIONE
Devozione è il primo romanzo di Antonella Lattanzi, un libro capace di mettere a nudo le debolezze e le dipendenze di tutti raccontando la dipendenza per antomasia, quella dalla droga. Al centro del libro Nikita e Pablo, ventiseienni eroinomani la cui vita è scandita dal bisogno di «farsi». Quando manca l'eroina arriva la «rota», la crisi di astinenza che costruisce «castelli dell'orrore», e allora l'unica soluzione è il sert, «identico alla zona terapia di Qualcuno volò sul nido del cuculo», dove ci si può procurare una dose di metadone per mantenere almeno una parvenza di normalità. Attorno a loro l'indifferenza della gente, che non vuole prendere coscienza di un fenomeno contemporaneo in costante aumento: a Napoli, dove si spaccia un'eroina che procura uno sballo come nessun'altra, Pablo e Nikita salgono su un autobus in cui «l'80 per cento dei passeggeri era robbomane. Il 20 per cento di vecchiette non ci faceva caso. Nemmeno a quel tossico che si faceva dentro l'autobus. Nemmeno a quello che cadeva per terra lungo lungo e tutti pensavano fosse andato in overdose ma nessuno diceva o faceva niente». Finché una notte Pablo e Nikita incontrano Annette, ricca studentessa francese in Erasmus a Roma, e decidono di rapirla per chiedere un riscatto che gli risolverà il problema di procurarsi l'eroina.
Al suo esordio nel romanzo Antonella Lattanzi firma una storia che riesce a raccontare il nostro inesauribile desiderio di vita, sempre presente anche nella ossessiva ricerca dell'eroina di Pablo e Nikita. E dopo libri come Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, che hanno rivelato a tutti la realtà della droga nei decenni passati, è un'autrice italiana a raccontare il mondo dell'eroina di oggi. Un romanzo sulla droga che è anche una storia d'amore e di rapporti difficili e ambigui - quelli tra uomo e donna, genitori e figli - e una storia avventurosa, ricca di colpi di scena. A raccontarla una giovane autrice la cui scrittura, insieme commovente, ironica, cruda, sorprende per la sua originalità e la sua forza.

«Antonella Lattanzi sa raccontare come pochi il corpo degradato, il corpo innamorato. Ha scritto il romanzo struggente del desiderio di vita tradito dall'eroina».
Domenico Starnone

MARIANO APREA
Mariano Aprea
Nato a Roma nel 1958, studia contrabbasso e polifonia presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, e nel 1984 si laurea in Lettere alla Sapienza di Roma. Nell’86 studia composizione con il maestro Dall’Ongaro. Nel ’91 completa il Corso di Studi Superiori in Teologia e Medievistica presso l’Apostolica Università Francescana dell’Antonianum di Roma. Dal 1999 è docente di ruolo per gli insegnamenti di Filosofia e Storia e attualmente tiene la cattedra presso il Liceo “Manfredi Azzarita” di Roma.
Dal 1976 ad oggi ha svolto molteplici attività nelle diverse discipline artistiche, sia in ambiti interpretativo e storico che in quelli creativi.
Suona il contrabbasso, il pianoforte, la chitarra, le percussioni e canta.
È consulente Filosofico nell’albo dei terapeuti clinici esistenziali.
Tra il 1976 e il 1987 fonda la Rivista di poesia Ancora e la Rivista di Critica della cultura contemporanea “Corrispondenze”. Nel 2000 pubblica per Nuovi Argomenti, quale tributo per la morte di 57 cinesi a Dover, Lettera di un cinese ad un antiquario.
Nel 1995 pubblica il libro di poesie Per obbedire alla notte per i tipi Pardes.
Nel 1998 fonda la compagia teatrale Presepi con Alberto Di Stasio, Antonio Obino, Attilio Scarpellini
e interpreta il suo testo Le ragioni dell’alba con Giusi Zaccagnini per la regia di Alberto Di Stasio.
Della sua attività teatrale, cinematografica e radiofonica ricordiamo la sua partecipazione in qualità di attore, a due puntate della Fiction televisiva Incantesimo, al cortometraggio di Sebastian Maulucci Il ritorno e l’addio, alla fiction televisiva Il Falco e la Colomba e Storia di Laura. Inoltre partecipa in qualità d’attore alla messa in scena di Immobildream di Luca Archibugi, per la regia di Alberto Di Stasio, Meta Teatro. Scrive, dirige e interpreta con Giorgia Trasselli, Gisella Rocca, Fabio Refrigeri, “Veronica Franco, un corpo in versi.
In campo musicale compone la Parafrasi del Preludio XVI del Clavicembalo ben temperato di Bach per basso e la musica per balletto Canone a tre voci per fiati continui e soprano narrante.
Suona dal 1999 come contrabbassista con la Romana Swing Orchestra e nel 2006, suona al Micca Club con Leonardo Cesari, Gabriele Cohen, Daniele Pozzovio, esecuzione di brani originali e diffusione radiofonica in diretta e, per tutto il mese di novembre, per Radio Città Futura.
Nel 2009 partecipa alla kermesse jazzistica “Formello Jazz” con Leonardo Borghi pianoforte, Andrea Nunzi batteria, Massimo Davola sassofono, Antonella Aprea voce.

FRANCESCA FENATI
Francesca Fenati
Nata a Roma il 24 febbraio 1961.
Nel 1982 si diploma alla scuola di teatro Mario Riva a Roma.
Debutta nello stesso anno al teatro dell'Orologio con G. Sammartano, P. Pavese, B. Buccellato.
Ha lavorato con F, Caleffi, Alberto Di Stasio, Giorgio Albertazzi, Antonio Mastellone, Cosimo Cinieri, Paola Quattrini, Mariano Rigillo. Tanti ruoli principali e da protagonista.
Ha partecipato a stage con Carmelo Bene e Dominic De Fazio.
In cinema ha lavorato in Francesco di Liliana Cavani, L'Intervista di Federico Fellini, Marianna Ucria di R. Faenza e varie opere prime.
In televisione ha interpretato ruoli nella Squadra, Un Posto al Sole, Valentina e partecipato alla trasmissione Indietro Tutta di R. Arbore.
Lettrice di poesie in molti festival.
Da tre anni vive a Montepulciano dove lavora in teatro con G. Valentini, C. Pasquini e S. Bernardini per il Cantiere Internazionale d'Arte e Accademia degli Arrischianti.

ANTONIO MASTELLONE
Antonio Mastellone
Frequenta un corso di recitazione presso la coop. Teatro Laboratorio di Genova (corso biennale 1977/79). Diplomato alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova (corso triennale 1984/87).
Nel 1978 partecipa al IV congresso di studi pirandelliani di Agrigento vincendo il primo premio con una tesi sul passaggio da novella ad atto unico (tesi pubblicata).
In qualità di attore viene diretto, tra gli altri, dai seguenti registi :
G. Manganelli, V. Malcangi, A.L. Messeri, T. Conte, A. Trionfo, E. Marcucci, D. Bonifaccio, G. Dall'Aglio, L. Salveti, A Piccardi, A. Di Stasio, F. Cavalli, M. Jorio, M. Belli, D. Giordano, D. G. Rohl, P. Squitieri.
Dal 1989 prende parte in qualità di regista ad allestimenti per le seguenti compagnie:
Centro Universitario Teatrale di Genova, Compagnia Beat 72, Centro Studi “Enrico Maria Salerno”, Ciclope Produzione Spettacoli, Compagnia Teatro Giovane.
Dal 1989 svolge attività didattica professionale e formativa.
Centro Universitario Teatrale di Genova, per il quale guida alcuni laboratori per studenti e collabora ad un ciclo di lezioni del Prof. Vazzoller docente di Storia del Teatro.
Dal 1995 docente di recitazione e impostazione vocale presso la Scuola D’Arte Teatrale “Enrico Maria Salerno”.
Dirige vari laboratori teatrali presso istituti scolastici romani (medie inferiori e superiori).
Docente di recitazione presso il Liceo Scientifico Statale delle Arti e dello Spettacolo Manfredi Azzarita.
Docente di recitazione e impostazione vocale presso la U.I.L.T. Umbria e Marche.

MARCELLO BALLARDINI
Marcello Ballardini

Nato a Latina il 09 marzo 1973
In arte aboriginaltrip.
Suona il didjeridoo (strumento del popolo aborigeno Australiano) dal 2000, dopo un anno trascorso in Australia a stretto contatto con il popolo aborigeno.
Ha perfezionato e curato la sua tecnica apprendendo da artisti internazionali quali: Mark Hutkins (Australia), Djalu Gurruwiwi (Aborigeno Australiano), Ondrey Smejkal (svezia), Simon Mullumby (Australia), Andrea Presa (Italia), Jeremy Cloake (Australia) e tanti altri.
Il suo stile è un ibrido di culture, insegnamenti, musicalità, che Marcello utilizza e sperimenta in modo unico.
Nel 2003, la sua preparazione musicale gli consente di esibirsi per la prima volta in pubblico.
Da quel giorno si susseguono performance sempre diverse:
Suona nei migliori club di Ibiza, Italia e Spagna accompagnando la musica elettronica di dj quali: Coccoluto, Max Scappetta, Stefano Noferini, Giorgio Gigli e tanti altri. Creando uno spettacolo scenografico-musicale grazie anche ai suoi strumenti auto-prodotti in vetroresina che si illuminano.
Performance solitarie aiutato da loop station e dilay (pedali elettronici), ma anche da altri strumenti tradizionali quali, Maranzano (scacciapensieri siciliano), Kalimba, flauto armonico.
Collabora da 2 anni con il gruppo Catanese IPERCUSSONICI con il quale ha fatto una tournée in Giappone e una in Ungheria.
Dal 2008 insieme al batterista Marco Lombardo hanno formato il gruppo BILLABONG - TRIBAL FUNKY - con il quale si esibiscono in feste di piazza, in locali e anche in strada.
Dal 2004 insegna a Roma presso ass. cult. SHIVA a San Lorenzo, ass. culturale MAMANE a Genzano di Roma, e presso la sede dell'ass. Cult. DIDJITALY di Latina dove ne è il presidente.

www.aboriginaltrip.com
www.myspace.com/aboriginaltrip

sponsor & partecipazioni

vedi l'evento in galleria fotografica

       
       
 
       
       
   

 
 
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