Andrea Molesini

"Non tutti i bastardi sono di Vienna"
Sellerio

APERITIVO con AUTORE

Andrea Molesini - Non tutti i bastardi sono di Vienna - Sellerio
Caffè Poliziano di Montepulciano
presenta
il romanzo
"Non tutti i bastardi sono di Vienna"
di
ANDREA MOLESINI
Sellerio
PREMIO CAMPIELLO 2011


introduce
OLIVIA LA PEGNA


reading
MARCO MINETTI

Musiche
ALDO MILANI (sax tenore e soprano)
JACOPO MARTINI (chitarra)

Ingresso gratuito 18h30
Al termine della presentazione verrà offerto
un aperitivo con i vini
dell'AZIENDA CARPINETO di Montepulciano
 
Direzione Artistica
Olivia La Pegna

Fotografo
Raffaella Zurlo


ANDREA MOLESINI

Nato e vive a Venezia. Insegna all'Università di Padova Letteratura Italiana Contemporanea.
Nel campo delle letteratura per l'infanzia è autore di diverse traduzioni, di un saggio sull'Olocausto (Nero latte dell'alba) e di diversi romanzi, racconti e raccolte di poesia. È uno degli autori per ragazzi più conosciuti e tradotti. Attraverso una scrittura di grande qualità, crea storie piene di ironia, avventura e immaginazione.
Nel 1999 ha vinto il Premio Andersen.
Inoltre ha curato e tradotto opere di poeti americani: Ezra Pound, Charles Simic, Derek Walcott.
Non tutti i bastardi sono di Vienna è il suo primo romanzo, Premio Campiello 2011.

NON TUTTI I BASTARDI SONO DI VIENNA

Villa Spada, a un tiro di voce dal Piave, nei giorni della disfatta di Caporetto diventa dimora del comando austriaco e teatro di un dramma romantico e patriottico disteso su un fondo nascosto di miserie. Un apologo malinconico sull’illusione degli eroi.

«Maggiore, la guerra è assassinio, sempre... voi ora volete solo dare un esempio: uccidere dei signori non è come uccidere dei contadini! Negando la grazia voi contribuite... sto dicendo voi, barone von Feilitzsch, perché qui ci siete voi... contribuite a distruggere la civiltà di cui voi ed io... e questo ragazzo... facciamo parte, e la civiltà è più importante del destino degli stessi Asburgo, o dei Savoia». Orgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch’esso antico, di reticenza e onore. Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell’area geografica e nell’arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. Nella villa vivono i signori: il nonno Guglielmo Spada, un originale, e la nonna Nancy, colta e ardita; la zia Maria, che tiene in pugno l’andamento della casa; il giovane Paolo, diciassettenne, orfano, nel pieno dei furori dell’età; la giovane Giulia, procace e un po’ folle, con la sua chioma fiammeggiante. E si muove in faccende la servitù: la cuoca Teresa, dura come legno di bosso e di saggezza stagionata; la figlia stolta Loretta, e il gigantesco custode Renato, da poco venuto alla villa. La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l’insediamento nella grande casa del comando militare nemico. Un crudo episodio di violenza su fanciulle contadine e di dileggio del parroco del villaggio, accende il desiderio di rivalsa. Un conflitto in cui tutto si perde, una cospirazione patriottica in cui si insinua lo scontro di psicologie, reso degno o misero dall’impossibilità di perdonare, e di separare amore e odio, rispetto e vittoria. E resta un senso di basso orizzonte, una claustrofobia, che persiste ironicamente nel contrasto con lo spazio immenso delle operazioni di guerra.

PREMIO SUPER CAMPIELLO 2011
6 SETTEMBRE 2011

“Non tutti i bastardi sono di Vienna” è l’originale titolo del componimento narrativo che s’è aggiudicato il Super Campiello 2011, scritto dal veneziano Andrea Molesini. Per Molesini si tratta del romanzo d’esordio, un esordio fortunato, se è vero che, oltre al Campiello, gli ha fruttato l’accesso alla finale per il Premio Comisso 2011 e la vittoria al Premio Città di Cuneo Primo Romanzo. L’autore va ad arricchire la tradizione degli “storicisti” lagunari, con un opera che, ambientata nella Grande Guerra, racconta la storia di una famiglia italiana che vive in una zona sul Piave occupata dagli Austriaci. Una tematica che ha appassionato e convinto la giuria, presieduta quest’anno dal segretario generale del ministero dei beni culturali Roberto Cecchi, visto che Molesini s’è visto assegnare 102 voti su 300 disponibili. Nel suo discorso di ringraziamento, l’autore ha dedicato il suo scritto alla memoria di Elvira Sellerio, fondatrice, ormai oltre quarant’anni fa, della “Sellerio Editore”, deceduta giusto un anno or sono.

MARCO MINETTI

Marco Minetti

è nato a Roma. Ha frequentato la scuola di recitazione c/o Theatre of Arts di Los Angeles e la scuola Mario Riva di Roma.
Tra i film ai quali ha partecipato ricordiamo Grande, grosso e Verdone e Io, loro e Lara di Carlo Verdone e Guardami di D. Ferrario,
Dal 1999 ad oggi ha preso parte a molti spettacoli teatrali.
Per la televisione ha lavorato in varie fiction tra cui Ho sposato uno sbirro di G. Capitani, Il bello delle donne 2 di M. Ponzi, Doppio agguato di R. De Maria, Don Matteo 6 di G. Base, Il maresciallo Rocca di G. Capitani, Centovetrine, Chiaroscuro di T.Sherman, Satyricon di e con D. Luttazzi, I ragazzi del muretto di R. Deodato, Casa ricordi di M. Bolognini, Distretto di polizia, Squadra antimafia, Carabinieri, Ris 2 Delitti imperfetti, Camera Cafè e molte altre.


ALDO MILANI

Aldo Milani

Aldo Milani è nato a Grosseto nel 1969, ha iniziato a studiare flauto traverso all'età di 9 anni e si è diplomato nel 1986, all’età di 17 anni, con ottimi voti presso il conservatorio di S. Cecilia di Roma. Per circa 14 anni si è dedicato esclusivamente allo studio e al perfezionamento del flauto. Ha seguito un corso di perfezionamento di 2 anni con il flautista Roberto Fabbriciani suonando con lui per la Rai a Portofino e mantenendo un assidua attività concertistica in formazioni di duo, trio quartetto e orchestra.
Ha suonato per molto tempo con i pianisti Maria Donati ,Antonio di Cristofano e Francesco Iannitti e con il violinista Claudio Cavalieri con i quali si esibito più volte in sale prestigiose di tutta Italia. E’ stato solista per un anno dell’ orchestra da camera Carlo Cavalieri. Nel 1992 ha iniziato a studiare il sassofono con Stefano Cocco Cantini con il quale ha intrapreso parallelamente alla classica la carriera di concertista jazz.
Ha poi continuato lo studio dell'improvvisazione con Danilo Rea e Mauro Grossi oltre che con Claudio Fasoli, Bruno Tommaso, Giancarlo Gazzani, Stefano Zenni. Nel 2001 si è specializzato presso Siena Jazz accedendo subito al massimo livello dei corsi di Improvvisazione, Composizione, Arrangiamento,Big Band, Analisi e Musica d’insieme. Nello stesso inverno è nata la “Alex Marchetti Straight Band” della quale è tuttora primo Sax tenore e flauto.
Ha suonato in tutte le edizioni del Grey Cat Festival distinguendosi nel 2002 in un concerto dedicato al grande sassofonista John Coltrane che gli ha valso critiche molto positive dal pubblico e dalla stampa. Nel 2004 è stato pubblicato da una casa discografica di Milano il suo primo disco “A qualcuno verrà in mente” che contiene otto brani da lui composti ed arrangiati per quartetto jazz. Nel 2005 ha fondato un suo quintetto jazz con il quale quest’anno ha dato vita ad un progetto dedicato alla musica di Wayne Shorter che è già stato molto apprezzato in pubblico. Da 4 anni è docente di sax e flauto presso la scuola Verdi di Grosseto.
Ha all'attivo un quintetto jazz-manouche con Jacopo Martini, Nicola Vernuccio, Claudia Tellini e Luca Giacomelli ,il trio di jazz italiano anni 50 e pezzi originali "Accordi e Disaccordi" con Luca Pirozzi e Luca Necciari, il trio Bluebossa project, e il suo trio/quartetto di brani originali che comprende oltre a Necciari anche Matteo Addabbo al piano. Attualmente suona con i più importanti musicisti jazz Toscani ed Italiani tra i quali: Jacopo Martini, Nicola Vernuccio, Claudia Tellini,Franco Nesti, Milko Ambrogini,Karima Ammar, Alessandro Di Puccio, Joy Garrison, Massimo Pirone, Simone Maggio, Francesco Ponticelli, Andrea Vanni, Marco Guidolotti, Michele Makarovich.
Suona sax tenore, soprano, baritono, contralto, flauto, flauto basso e clarinetto.

JACOPO MARTINI



Nato a Firenze nel 1975. Si avvicina alla musica verso i dodici anni attraverso il violino, strumento che poi tralascerà per dedicarsi alla chitarra.
Dal '96 al '98 studia sotto la guida del maestro Flavio Cucchi presso l'istituto Mascagni di Livorno, prosegue in seguito al Conservatorio di Firenze nelle classi di Alfonzo Borghese (chitarra) e Riccardo Riccardi (composizione).
Nel '99 si trasferisce a Roma per un breve periodo, dove stringe un intenso rapporto didattico con il chitarrista Dario La Penna .
Partecipa poi a numerosi seminari con musicisti del calibro di: Jim Hall, David Liebman, Barry Harris, Ralph Tonwer, Joe Diorio.
Nel 2000 durante un viaggio in Francia s'innamora della musica Manouche, suonando ed apprendendo lo stile direttamente dai chitarristi zingari dell'aria nord francese, come Matcho Winterstein, Angelo Debarre etc, etc. Da allora il suo modo di suonare è stato profondamente influenzato dal fraseggio gitano, in particolare la caratteristica espressività dell'ormai noto e smisurato genio della chitarra Django Reinhardt .
Parallelamente avvia la propria attività concertistica che lo vede in un primo momento tra le fila degli Hot club de Florence, storica formazione fiorentina. Poco dopo iniziano le collaborazioni con musicisti di Jazz dell'area toscana come, Alessandro Fabbri, Mirco Guerrini, Alessandro Dipuccio, Franco Nesti, Nico Gori, Barbara Casini, Piero Borri, Simone Santini, Alessandro Galati ecc, ecc.
Coopera inoltre tra il '98 ed il 2001 in veste di solista con svariate orchestre di Jazz (booldrum, Duke of Abruzzi big band,etc)
Nel 2003 è al fianco della cantante Tiziana Ghiglioni ed il violinista Emanuele Parrini (gia compagno di vecchia data negli H.C.F) con i quali partecipa alla realizzazione in veste di Solista e compositore del cd: Rotella Variations pubblicato per la Splash records. Segnalato al Top Jazz 2003 di musica jazz.
Sempre con Tiziana Ghiglioni e per la medesima etichetta incide So long Flores insieme a musicisti come Tino Tracanna, Beppe Caruso, Riccardo Bianchi.

Ha cooperato nel gruppo del percussionista Siciliano Alfio Antico suonando in svariati festivals internazionali.
Nel 2004 Incide con Tony Scott, Tiziano Tononi, Giancarlo Schiaffini, Roberto Andreucci, Franco Nesti, Dimitri Grechi Espinoza, il primo CD del violinista Emanuele Parrini dedicato a Pasolini, dal titolo 1974 io so.
Durante lo stesso anno dà vita al suo progetto solista insieme a Nico Gori, Emanuele Parrini, Antonello Salis, Francesco Federici, Nicola Vernuccio, incorporando un sound che spazia dalla tradizione manouche ma che si serve di un idioma comunitario attraverso svariate influenze stilistiche.
Con questo progetto registra il suo primo disco da band leader.
Ad oggi Jacopo Martini ha collaborato con i maggiori esponenti del jazz italiano ed estero quali: Gianluigi Trovesi, Erico Rava, Stefano 'Cocco' Cantini, Franco Cerri, Fabrizio Bosso, Claudio Fasoli, Lee Konitz, Giancarlo Schiaffini, Claudio Fasoli, Tiziano Tononi, Alfio Antico, Tino Tracanna, Alberto Tacchini, Matcho Winterstein, Tony Scott,Tiziana Ghiglioni, Antonello Salis.
Collabora stabilmente in molteplici formazioni di jazz moderno a cui s'interpone un'intensa attività concertistica con gruppi a suo nome.

vedi l'evento in galleria fotografica

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