Elena Stancanelli

"Un uomo giusto"
Einaudi

APERITIVO con AUTORE



Elena Stancanelli - Un uomo giusto
Caffè Poliziano di Montepulciano
presenta
il romanzo
"Un uomo giusto"
di ELENA STANCANELLI
Einaudi

introduce
OLIVIA LA PEGNA


reading
GEORGIA LEPORE

Musiche
ANDREA GROSSI (voce e chitarra)
GABRIELE ZANCHINI (fisarmonica)

Ingresso gratuito 18h30
Al termine della presentazione verrà offerto
un aperitivo con i vini
del AZIENDA BINDELLA di Montepulciano
 
Direzione Artistica
Olivia La Pegna

Fotografo
Carolina Mazurek

 


ELENA STANCANELLI

(Firenze, 1965).
Fiorentina di nascita e di studi (laureata a Firenze in Lettere Moderne), si trasferisce a Roma, dove vive tuttora e dove ha frequentato l'Accademia d'Arte Drammatica. Nel frattempo intraprende la carriera letteraria, partecipando al Premio letterario Giuseppe Berto e vincendolo con Benzina, pubblicato da Einaudi nel 1998. Da quest'ultimo e dal suo successivo romanzo, Le attrici (2001, Einaudi), la regista Monica Stambrini ha tratto un film.
Elena Stancanelli è attiva anche nella produzione di racconti, pubblicati su riviste e rotocalchi (Max, Amica, Gulliver, Tutte Storie, Cosmopolitan, Marie Claire) e su alcuni quotidiani nazionali (Il secolo XIX, Corriere della Sera).
Collaboratrice stabile del quotidiano La Repubblica, scrive anche su il manifesto e l'Unità.
Ha partecipato all'album tributo ai Diaframma "Il Dono" cantando la canzone Amsterdam.

UN UOMO GIUSTO
La gente che sta a casa non gli piace. Quelli che lavorano in casa, come me. Un po’ perché crede che stando seduti non si possa davvero lavorare, un po’ è la diffidenza per chi sta rinchiuso. Le mura sono trappole, galere.
Secondo lui solo quello che avviene di corsa e combattendo ha senso. La riflessione non esiste, esistono brevissime pause per la manutenzione, perché le ferite cicatrizzino, il dolore passi. Se ti fermi, o ti riposi, è solo perché ti sei fatto male, o sei morto.



Davide non sa niente. Non conosce la storia elementare e neppure la geografia, non ha idea di chi siano gli uomini a cavallo nei monumenti di Roma, non consoce neppure i nomi delle strade, a Roma, che pure è la sua città. La sua vita è un garbuglio che non sa distendere, l’unico modo per mettere ordine è fare affidamento al prima e al dopo, orientarsi dentro impalcature complicatissime e fragili che collegano eventi e personaggi del passato, anche loro, spesso, senza nome. Eppure i suoi occhi dicono che è intelligente, lo dice il suo modo di stare al mondo e di abitare lo spazio, lo dice il suo corpo grande e sottile e bellissimo, soprattutto bellissimo.
Anna è architetto, abita da sola in una casa senza porte a Roma, nel quartiere San Saba. Il suo studio è un tavolo da disegno, ma più che un luogo è un’idea, una diversa percezione dello scorrere del tempo: per lavorare, Anna si veste sempre allo stesso modo, vive imprigionata in una rete di piccoli rituali, in una solitudine che allo stesso tempo la spaventa e la protegge.
Anna osserva Davide con l’interesse di chi si trova davanti al mistero. Ogni cosa, in sua presenza, smette di essere ovvia e pretende una spiegazione; con lui niente si può dare per scontato, neppure le parole:

Prima di conoscere Davide, non avevo mai pensato cosí tanto alle parole. Le consideravo una specie di tessuto connettivo del mondo. Le parole per me tenevano tutto insieme, e senza le parole non c’era niente. Le cose, pensavo, sono i loro nomi.
Per lui le parole sono nemici. Le cose sono, e basta. Innominate e silenziose, come dinosauri che brucano indisturbati.
[…] Parlare con lui è come tirare tutti i vestiti fuori dall’armadio e buttarli sul letto, per poi ripiegarli uno a uno e sistemarli di nuovo. Non lo facevo da cosí tanto, che certe cose non mi ricordavo neanche di saperle. Spiegarle, in questi mesi, mi ha insegnato di nuovo a cosa servivano.


Davide non sa niente ma sa fare. Lavora in un’officina dov’è capace di aggiustare quello che la gente – la gente come Anna – butterebbe via. Se ne va in giro con la maglietta e le dita sporche di grasso, ed è che così che Anna l’ha visto per la prima volta, nel bar sotto casa sua dove lei, due volte al giorno, va a prendere il caffè.
Lui la guarda a lungo prima di parlare, e quando finalmente lo fa nel suo tono non c’è nessun compiacimento, nessuna traccia di una strategia di conquista. Sembra che l’abbia semplicemente scelta: per raccontarsi. Affidare a questa donna sconosciuta la propria storia, dall’infanzia monella al coro dell’Antoniano, dalle pubblicità alla ricchezza e poi la droga, la galera. Un racconto fitto che non si prende nemmeno il tempo di fare domande, di avanzare ogni tanto un e tu? di cortesia.
Le parole di Davide non possono essere altro che cose. Non dicono: fanno. Avvicinano e allontanano, costruiscono il suo universo «antico e roccioso». E ad Anna non resta che accoglierle, anche quando vorrebbe dirgli di stare zitto e correre via.

L’incontro tra due solitudini apparentemente opposte, in un romanzo che ci fa riscoprire la potenza della fiducia, dell’istinto, e di una saggezza che non si può insegnare.
Dopo Benzina e Le attrici, Elena Stancanelli torna con un’opera di rara maturità, delicata eppure estremamente diretta. Spogliata dagli eccessi e da ogni sofisticazione, la storia di Davide e Anna ci invita alla scoperta di un’umanità vera e profonda, quella di chi forse non ha le parole, ma certamente ha una storia da raccontare.

Sul canale Youtube di Elena Stancanelli, sei cortometraggi danno un volto, un corpo e una voce al suo uomo giusto. I filmati sono stati realizzati con l'aiuto regista Toni D’Angelo e la collaborazione di Gaetano Bruno, Rosanna Gentili, Lucrezia Lante della Rovere, Vinicio Marchioni e Thomas Trabacchi.

GEORGIA LEPORE

Georgia Lepore

Nata a Roma.
Inizia la carriera giovanissima, incoraggiata da una famiglia di artisti che la avvia a prendere parte in diverse produzioni. Recitazione, canto e doppiaggio sono soltanto alcuni dei campi nei quali riesce a portare a termine traguardi elevati. Tante sono le attrici doppiate, indistintamente in film, telefilm e soap opera tra cui: Cameron Diaz in "Il matrimonio del mio migliore amico" , Jennifer Connelly in "C'era una volta in America" , Gwyneth Paltrow in "Moonlight & Valentino", Denise Richards in "Un giorno per caso”, Heather Graham in "Licenza di guida", Penélope Cruz in "Tutto su mia madre", Claire Forlani in "Basquiat" , Reese Witherspoon in "Sulle orme del vento", Julie Delpy in "Before sunset - Prima del tramonto", Renee Zellwegger in "Jerry Maguire", Courteney Cox in "Commandments”, Valeria Golino in "Paura e amore" , Meg Tilly in "Agnese di Dio", Federica Mastroianni in "Phenomena" e Barbara Blanc in "Sposerò Simon Le Bon".
E' una delle piccole coriste di un evergreen della musica italiana: "Ci vuole un fiore" di Sergio Endrigo. Continua l'esperienza musicale, partecipando a "I musicanti", favola musicale ispirata al racconto dei fratelli Grimm "I musicanti di Brema", in coro con "I Nostri figli" diretti da Nora Orlandi". In campo discografico la produzione è più che mai florida grazie all'incisione di quattro dischi: "Ciao, Lassie", "Valentina", "L'Ape Magà" e "Don Chuck il castoro".
"Peline Story" è il titolo della canzone incisa, tratta dall'omonimo cartone animato che ottiene un buon successo su numerose emittenti televisive locali. Con” I Nostri figli” affianca Nico Fidenco nel brano portante del telefilm "Arnold".
"Mimì e le ragazze della pallavolo" e "La fantastica Mimì" sono i titoli di due tra le canzoni, ad oggi, più amate dai collezionisti di dischi d'epoca e di cartoni animati. Torna in Tv nel telefilm "Casa Cecilia", in onda su Rai1, con Delia Scala.
Incide la sua ultima sigla legata ai cartoni animati giapponesi: "Tyltyl, Mytyl e l'uccellino azzurro".
Ha duettato con Salvatore Gullotta nel brano "Luna Bella" tratto dal lungometraggio d'animazione "Fievel sbarca in America". Ha inciso il suo primo 45giri, sigla di coda del cartone animato "Ryu, il ragazzo delle caverne: Un milione di anni fa" e prosegue la collaborazione con I Nostri Figli nel brano "I fratelli cigni", uno dei brani tratto dal lungometraggio "Heidi diventa principessa".
Debutta nel mondo degli spot televisivi interpretando e doppiando la réclame dell'Algida.
"Le fiabe incatenate" è lo sceneggiato Rai grazie al quale Georgia ottiene un gratificante successo che continua con la pubblicazione della sigla "La giostra dei campanelli”. Interpreta il ruolo di Lilli nello sceneggiato "Affari di famiglia", e recita nello sceneggiato "Coccodrilli" in onda su Rai Due. Affianca Proietti in una puntata de "Il Maresciallo Rocca 5", interpreta il ruolo di Ludovica nella seguitissima soap opera di canale5 "Centovetrine", partecipa al film tv "L'impero" di Lamberto Bava, alle fiction “Don Matteo”, “Una donna per amico”, R.I.S. Roma, “Crimini 2”.
Esordisce sul palcoscenico in "Carteggio Aspern" per la regia di Marini, nel ruolo di Giuliana Bordereau. Torna a teatro in "Tritolo tandem" di Franco Bertini. Fineschi la dirige in "Penetrazioni", dove porta in maniera convincente in scena il ruolo di Jenny. E ancora per la regia di Farau lo spettacolo "La memoria dell'acqua". Scrive e dirige i lavori teatrali "Il canto della notte" e "Io parlo dei sogni". Dirige l’opera teatrale scritta da Franco Bertini, "Crack".
Esordisce in radio con "Il naso in salita" in onda su Radio2 Rai e prosegue con"102 minuti a Ground Zero", e prosegue la felice esperienza radiofonica con "Bonnie & Clyde" nel ruolo della protagonista.
Partecipa al Torino Film Festival con il film "Tuttapposto" di Franco Bertini .
Il suo curriculum parla piuttosto chiaro. Televisione, radio, musica, cinema, teatro, direzione e doppiaggio sono soltanto alcuni dei campi nei quali si è cimentata con successo. Al momento la sua carriera è più che mai proiettata verso nuovi progetti che non tarderanno ad ottenere il meritato riscontro.


ANDREA GROSSI

Andrea Grossi

Cantautore imolese, è nato a Castel San Pietro T. (BO) il 4 settembre 1980.
Inizia a suonare la chitarra all’età di 14 anni con la classica “classica” regalata dalla nonna per la fine della terza media.
Si appassiona all’arte musicale anno dopo anno e ben presto abbandona la via dello strumentista per dedicarsi esclusivamente a quella di autore.
Si identifica come “Autore della parte letteraria e Compositore melodista” e trova, soprattutto nel Jazz, il suo maggiore canale di espressione.
Senza limitarsi comunque ad un genere esclusivo, con l’unico intento di raccontare, concentrando sull'utilizzo della parola le proprie attenzioni e ricercando un proprio stile nel farlo.
Sui brani si muove la voce cantata, quasi recitata.
Agli altri strumenti il dovere dell'armonizzazione e dell'improvvisazione, nel pieno rispetto di ogni atmosfera che le storie e le immagini si portano dietro.
Il progetto più importante rimane comunque quello Jazz che diventa concreto nel 2001, quando iniziano a nascere le prime canzoni ispirate al genere che è di Paolo Conte, Vinicio Capossela...
Il suo disco Rossi intimi ascolti propone un progetto di musica d'autore tra atmosfere jazz, con punte di tango passando per la musica popolare ed è finalista a vari premi: Premio De Andrè 2008, Premio Daolio 2009, Premio della Critica al PMC 2009, Premio Poggio Bustone 2009, Festival delle Arti 2009 e Premio Bindi 2010.
Il disco è stato recensito con 4 stelle su "All about Jazz".

Numerose sono le recensioni positive tra le quali citiamo:
“Riesce a passare dal tango al jazz, dal popolare all'acustico dando vita ad un lavoro esteticamente perfetto il cui unico filo conduttore è la poesia; poesia non intesa come totale astrazione della realtà, bensì come mezzo naif di vivere la vita.”
Jazzitalia – Mario Melillo
"Canzoni da cui non è difficile cogliere la necessità di raccontare
suggestioni per suoni e parole. Suoni caldi ed avvolgenti, che con la forza derivante dallo stile
cantautorale, planano abili sul jazz, con la tendenza alle sonorità popolari.
Delicato e convincente nelle scelte sonore, Andrea Grossi utilizza le parole con sicurezza, ed è in grado di mettere a nudo l’intensità di un’emozione"
Rock e i suoi fratelli - Roma
"E' un disco autunnale, che fa venir voglia di vino rosso e caldarroste, di camini illuminati da timide fiamme che scaldano le pigre mezze stagioni.
Tredici tracce, piccoli romanzi compiuti, punti di vista spigolosi filtrati da cristalli colorati.
Voce confidenziale tra melodie curiose, Andrea Grossi si autoproduce e plasma un prodotto discografico curato in ogni minimo dettaglio stilistico"
Elena Giorgi – Milano
"La musica d'autore si mischia con sonorità jazz d'oltreoceano e a fisarmoniche che colorano di coloniale questo disco che è come un succo di pompelmo freddo, ma anche caldo come una mano che si posa sul pulsante di un
abat-jour e su un cuore intimo e acerbo come i rami di un albero appena cresciuto!
sa di impressionismo e di campagna, di paglia e di vento!"
Beat bop a lula -Roma

Andrea Grossi - Web - www.myspace.com/agblog

GABRIELE ZANCHINI

Gabriele Zanchini

Pianista, fisarmonicista, arrangiatore e compositore.
Laureando al Biennio di Musica Jazz del conservatorio “A. Buzzolla” di Adria.
L’ ecclettismo che si manifesta nell’ ambiguità strumentale lo porta a far parte di formazioni musicali di vario genere, dalle più solistiche alla big band fino all’ orchestra sinfonica e a comporre ed arrangiare per formazioni con organico tradizionale fino alle più contemporanee.
Come pianista ha un trio Jazz a suo nome “Gabriele Zanchini P2 Trio” dove propone un repertorio che analizza le composizioni di due grandi pianisti e compositori jazz contemporanei: Michel Petrucciani ed Oscar Peterson.
Con il quartetto jazz “Atelier du Midi” si trova invece a proporre composizioni proprie originali.
Pianista della Meldola Jazz Band, big band diretta ed arrangiata da Fabio Petretti.
Come fisarmonicista fa parte del Ciranda Quartet che propone un viaggio dal fado portoghese fino alla musica brasiliana della tradizione e anche contemporanea.
Pianista e fisarmonicista con Andrea Grossi, cantautorato d’ autore.
Collabora inoltre con il Conservatorio di musica “Bruno Maderna” di Cesena come pianista e fisarmonicista.
Svolge una intensa attività didattica presso la “Scuola Jazz di Cesena” e “Musica Master Academy” di Faenza. Approfondisce l’ insegnamento attraverso la proposizione di seminari didattici presso i Conservatori di Musica e le scuole private in tutta Italia. Insieme al collega Michele Francesconi propone :“Marvellous” la spontaneità e l’ energia della musica di Michel Petrucciani; “The Evolution of Jazz Piano Solo” prendendo spunto dal lavoro di Bill Dobbins, pianista e didatta statunitense, propone una analisi dell’ evoluzione del pianismo jazz analizzando i più grandi pianisti che hanno scritto e “suonato” la storia del jazz.

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